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“Ecolo ha pensato di consentire il velo nel servizio pubblico attraverso mezzi legali”. Secondo Luckas Vander Taelen questa è principalmente una manovra politica per diventare il più grande partito di Bruxelles, scrive su De Standaard.

!Il conflitto politico per il velo all’azienda di trasporti STIB sembra essere il risultato di un piano strategico attentamente pianificato da Ecolo”, dice il giornalista. I verdi francofoni, secondo lui, avrebbero svenduto il principio di neutralità dello Stato per ottenere consensi, spendibili politicamente, dall’ampia popolazione musulmana di Bruxelles.

Tutto sarebbe scaturito da una sentenza del tribunale che ha condannato la STIB, il più grande datore di lavoro pubblico della regione, per discriminazione per aver respinto una domanda di lavoro perché l’applicante non intendeva rinunciare al velo.

Rajae Maouane, copresidente di Ecolo, ricorda De Standaard, ha subito annunciato che la sentenza interesserà tutti i servizi pubblici della regione. E da subito, senza attendere l’appello.

E’ vero che Ecolo ha sostenuto quel ricorso, anche economicamente? Così crede Vander Taelen, pur senza avere le prove. “Ecolo si era già profilato come difensore della libertà religiosa”, sostenendo lo stop al divieto di macellazione halal e posizioni pubbliche fermamente a sostegno della società multietnica, quindi per la libertà anche del velo.

E sarebbe un segnale anche la nomina di Ihsane Haouach a commissaria governativo per la parità di genere; brava, dice il giornalista fiammingo, ma il fatto che indossi il velo, per la ministra in quota Ecolo che l’ha fatta nominare, è certamente un elemento importante.

Rajae Maouane, co-leader del partito ecologista ha anche equiparato la lotta per il velo a quella per il diritto all’aborto.

Ma la questione, a Bruxelles, non è semplicissima: Défi, partner di coalizione, è uno strenuo difensore del principio di neutralità, che vuole addirittura far inserire nella costituzione. E ci sono insistenti seguaci dei laici anche nel PS che vorrebbero un governo neutrale sull’esempio francese.

La battaglia per il velo, insomma, può uscire dall’aula di tribunale per rientrare nell’arena politica dove crea molti imbarazzi, tanto per la stabilità della coalizione di governo quanto per le future alleanze: “Un giorno anche il governo di Bruxelles dovrà prendere una decisione sulla macellazione senza stordimento”, dice Vander Taelen. E la questione del velo è persino più scottante: per Ecolo e  PS si tratta di non offendere i musulmani. Anche il PTB, la sinistra radicale francofona, la pensa così ma secondo De Standaard, il vero obiettivo sarebbe l’egemonia politica nella capitale.