Source pic: Viola Zuliani

Feccia, feccia, tutta feccia ‘, è così che si è sentito tutto il giorno alla Kamer”, scrive  Sheila Sitalsing in un editoriale su Volkskrant.

“Quando le elezioni si stanno avvicinando, Mark Rutte vuole ricordare alla parte ordine e disciplina dei suoi sostenitori che va bene, andrà pure dal re [a rassegnare le dimissioni ndr] a rassegnare le dimissioni, mela in mano e a bordo di una bicicletta Koga F3, ma lui è uno tosto e lo mostra con un vocabolario da macho. E così è tutto un “fate i normali”, feccia etc.”, scriver sarcastica la Sitalsing.

Per Rutte, a 7 settimane dalle elezioni, i rivoltosi sono tutti “feccia”, naturalmente perché lui non è mai stato il primo ministro di tutti gli olandesi, soprattutto di quelli esclusi.  I suoi alleati ripetevano ieri con reverenza: la “feccia, la feccia, tutta feccia”, dice ancora la columnist che ricorda come Rutte si sia recato nel quartiere multietnico di Schilderswijk, a l’Aia, uno dei più colpiti dagli scontri che non vuole sapere nulla di “spiegazioni sociologiche” per le rivolte, perché degenerano solo in un piagnucolio di “infanzia infelice”.

Sitalsing, al contrario, si è chiesta: cosa si può fare per evitare che in futuro si ripetano le scene che abbiamo visto questi giorni? E la sua risposta è che il premier è il primo dei problemi: “immagina di essere così primitivo da pensare  che il tuo bacino elettorale non conosca la differenza tra cercare di capire e mostrare comprensione. Immagina di pensare che i tuoi elettori siano così stupidi da pensare che sia incompatibile agire efficacemente nel diritto penale ora e allo stesso tempo lavorare per ridurre il terreno fertile per la violenza a lungo termine”.

Se così fosse, dice la columnist, il premier considererebbe il suo elettorato come una massa di stupidi, con la definizione sprezzante di “spiegazioni sociologiche”. Un esempio è stato uno dei primi rivoltosi di Museumplein condannato: 46anni, un quoziente intellettivo di 57 (quindi, di molto inferiore alla media) con disabilità intellettive. Il giudice non ha ceduto alle pressioni del pm e lo ha condannato ad una pena adeguata alla sua situazione personale.

“Questo potere dei giudici di guardare oltre è un grande bene”, dice la columnist che ritiene fuori dal mondo la svolta “manettara” dei partiti di destra: “una legge senza pietà” voluta limitando l’indipendenza dei giudici. “In breve, lo stesso approccio tutto o niente che ha causato lo scandalo dei sussidi”. E conclude con un’amara riflessione: secondo un sondaggio I&O la metà degli olandesi pensa che combattere la crisi dCovid sia più importante dello scandalo dei sussidi.