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Stuxnet, il virus che ha sabotato i piani nucleari iraniani. Ecco come i servizi segreti olandesi sono coinvolti nella vicenda

I Paesi Bassi ebbero un ruolo cruciale nel sabotare il programma nucleare iraniano del 2007. Secondo Volkskrant, infatti, l’ intelligence olandese (AIVD) si infiltrò nel complesso atomico di Natanz, diffondendo un potente virus digitale denominato Stuxnet.

L’AIVD stava già tenendo d’occhio uno scienziato nucleare olandese-pakistano di nome Abdul Khan. Sin dagli anni 70, infatti, Khan stava vendendo la conoscenza del metodo dell’ultracentrifuga per realizzare bombe atomiche a Pakistan, Corea del Nord, Libia e Iran. Così l’AIVD iniziò a seguirlo da vicino, e nel 2000 penetrò nei sistemi di posta elettronica della difesa iraniana, scoprendo il progetto nucleare segreto di Natanz.

In seguito alla scoperta, nel 2004 i servizi segreti americani e israeliani chiesero all’AIVD di infiltrarsi nel complesso nucleare iraniano. L’AIVD era nota per la sua inventiva, così creò due società con dipendenti iraniani e un profilo credibile per potervi accedere.

Nel 2007, però, il neo presidente iraniano Ahamdinejad installò circa 1.700 centrifughe. Gli Stati Uniti e Israele allora fornirono il virus all’AIVD e gli chiesero di intervenire.

La prima azienda creata dall’AIVD non riuscì ad entrare a Natanz per i troppi sospetti degli iraniani . La seconda società, creata per fornire apparecchiature al complesso, ebbe invece maggior successo. Infatti, un ingegnere iraniano dell’AIVD ebbe accesso al complesso più volte come tecnico e ottenne molte informazioni.

Verso settembre 2007, poi, l’ingegnere entrò nel complesso con una chiavetta USB contenente il virus e riuscì a installarlo. Successivamente Stuxnet si diffuse in decine di migliaia di computer in tutto il mondo, venendo scoperto dai ricercatori solo nel 2010.

Secondo una fonte, la missione olandese è stata “di fondamentale importanza” perché ha permesso di diffondere il virus nel miglior modo possibile. Il contributo dell’AIVD, inoltre, è stato confermato al Volkskrant da quattro fonti di intelligence provenienti da Paesi Bassi ed estero.

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