Uno studio della Banca Nazionale del Belgio (NBB) ha dimostrato l’impatto positivo dell’immigrazione sull’economia. L’ondata migratoria degli ultimi anni ha spinto la crescita economica e ha abbassato la pressione finanziaria sul debito nazionale. Secondo lo studio, le migrazioni degli ultimi cinque anni hanno incrementato il PIL del 3,5%.

La ricerca è iniziata nel 2018, dopo numerosi scontri politici sul tema immigrazione che portarono alla fine del governo Michel. A commissionare lo studio è stato l’allora ministro delle finanze Johan Van Overtveldt.  Ma i risultati appena pubblicati hanno smentito le tesi dei partiti anti-immigrazione.

Stessi partiti che varie volte, durante le consultazioni per il nuovo governo, hanno messo pressione all’istituto per ottenere in fretta i risultati. I ricercatori  però non hanno trovato alcuna prova che l’immigrazione tolga lavoro ai nativi belgi. Hanno invece dimostrato che il contributo al PIL di lavoratori non-UE non si discosta molto da quello dei lavoratori UE.

Non ci sono effetti negativi dell’immigrazione sull’economia.” hanno scritto gli autori dello studio, i quali hanno considerato  salario, disoccupazione, partecipazione al mondo del lavoro, reddito netto. “La seconda generazione è più giovane e quindi aumenta il numero di contribuenti. Aumenta, in altre parole, le entrate statali. Mentre la prima generazione di immigrati, ormai verso la pensione, rappresenta un costo. Ma vale lo stesso anche per tutti i belgi di quell’età.

In Europa, il Belgio è considerato tra i Paesi peggiori per le politiche di integrazione. Il mercato del lavoro è troppo rigido e non ci sono abbastanza politiche dirette all’integrazione degli immigrati. Secondo i ricercatori di NBB, i vantaggi economici dell’immigrazione si ottengono favorendo politiche di accoglienza. Istruzione e inclusione nel mondo del lavoro sono la chiave per il contributo dell’immigrazione all’economia del Paese.