A Roosendaal, nel Brabante, un residente su otto ha affermato di aver avuto problemi con lo smercio o il consumo di droga nel proprio quartiere lo scorso anno. Questa è la percentuale più alta tra tutte le grandi città olandesi, secondo i dati riportati da CBS, l’ufficio nazionale di statistica, davanti alle grandi municipalità del Limburg e a Rotterdam.

Questa ricerca è stata incentrata sui residenti dei comuni olandesi con almeno 70mila abitanti. A Rososendaal, per l’appunto, il 13% dei residenti dai 15 anni in su ha ammesso di avere avuto problemi nel suo quartiere con questioni legate alla droga A Venlo, Sittard-Geleen, Rotterdam, Maastricht e Heerlen, la percentuale oscilla con valori più bassi, tra l’8 e il 10 %.

La media percentuale rilevata tra tutte le città con più di 70mila abitanti è del 5%, due punti più alta di quella nazionale.

 

I comuni nel sud del Limburg e del West Brabant sono stati per anni al centro di crisi diplomatiche internazionali relative al consumo di stupefacenti perché la loro posizione di frontiera favorisce l’ingresso di cittadini belgi per l’acquisto di cannabinoidi, soggetti ad un regime di tolleranza nei Paesi Bassi. Questa è la ragione per la quale nel 2009 le città di Roosendaal e Bergen op Zoom chiusero tutti i loro coffeeshop, dice NOS. Ancora si discute sui concreti risultati di questa scelta.