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La cultura degli straordinari ha sulla carriera delle donne un impatto negativo tanto quanto il part-time, dice uno studio citato da Financieele Dagblad venerdì. La ricercatrice Ans Merens, che ha monitorato per 16 anni il progresso di carriera di starters e donne lavoratrici più esperte e ha rilevato che meno opportunità di carriera per le donne si sintetizzano in due nodi principali: gli straordinari e la scelta del part-time, dice FD.

Il fatto che molti uomini siano pronti a lavorare per 60 ore settimanali, osserva ancora la ricercatrice, è altrettanto dannoso per la crescita professionale delle donne, come lo è la propensione delle olandesi a lavorare part-time, ha detto Merens, del think-tank governativo SCP.

L’impatto degli straordinari sarebbe particolarmente importante “soprattutto quando gli straordinari non retribuiti superano le 10 ore settimanali”, ha aggiunto la ricercatrice, secondo la quale tale ovvia devozione al lavoro viene spesso premiata con la promozione. Sempre più donne occupano posizioni di vertice, in quasi il 60% delle 275 aziende che hanno firmato la carta di intenti per promuovere una maggiore presenza femminile.

Tuttavia, il numero di potenziali donne dirigenti d’azienda, che attualmente occupano ruoli dirigenziali a livello inferiore è in calo e ciò potrebbe influire sulla quota giuridicamente vincolante del 30% fissata per l’inclusione delle donne nei consigli di amministrazione, FD. Alcune delle società firmatarie dell’obiettivo della quota, poi, hanno sedi a Zuidas, in un ambiente aziendale dove gli orari di lavoro non sono certamente rilassati e dove lo straordinario è una cultura.

Come far coincidere gli obiettivi di promozione delle pari opportunità con l’over-time, che non viene disincentivato dalle aziende anche se, spesso, è la ragione dell’addio di lavoratori a rischio burn-out?  Secondo la ricerca, orari di 50 ore a settimana sarebbero la norma negli ambienti lavorativi della finanza anche se in molti, lamentano un impatto devastante sulla loro vita privata.