Il sindaco, il capo della polizia e il pubblico ministero di Amsterdam denunciano che le attività criminali nella capitale si sarebbero spostate “underground”. Stando ad un rapporto presentato lunedi, diverse azioni di natura criminale sono socialmente radicate nei quartieri e spesso fuori dal radar delle istituzioni, dice ANP.

Gran parte di queste attività riguardano conflitti nel mondo della droga, commercio di armi, riciclaggio di denaro e omicidi.

Una parte importante nell’affrontare questi tipi di reati è la confisca dei beni: nel 2017 il pubblico ministero ha sequestrato oltre 22 milioni di euro in beni ritenuti proventi di attività illecite.

Secondo il procuratore capo Theo Hofstee, gran parte del denaro ricavato, ad esempio, dal traffico di droga, viene poi investito nel settore immobiliare.

Il capo della polizia di Amsterdam Pieter-Jaap Aalbersberg ha ribadito le sue preoccupazioni per il cambiamento drastico del profilo dei sicari: un tempo erano professionisti stranieri, assunti dall’estero per importi da 50.000 a 60.0000 euro. Oggi, invece, si tratta di giovanissimi, dilettanti, e con basso livello di istruzione, disponibili a portare a termine esecuzioni per appena 3mila euro.

Il numero di omicidi è diminuito ad Amsterdam lo scorso anno. Nel 2017 sono state uccise 17 persone, rispetto alle 23 del 2016. Le autorità considerano tre degli omicidi dello scorso anno come  legati alle attività delle gang, rispetto ai sei dell’anno precedente.