Gli eritrei con status di rifugiati hanno grandi difficoltà nell’integrarsi nei Paesi Bassi. A dirlo è uno studio dell’ufficio olandese di pianificazione sociale e culturale (SCP). Faticano con la lingua e lavorano saltuariamente, secondo le informazioni raccolte ed aggregate da SCP.

La ragione principale, scrive ancora l’ente, è che la distanza tra la società olandese e la realtà, spesso rurale e tradizionale, da cui provengono molti eritrei è troppo grande per consentire un’integrazione compiuta. Inoltre, molti di loro arrivano in Olanda traumatizzati dal viaggio che hanno dovuto intraprendere.

Prima che gli Eritrei arrivino nei Paesi Bassi, la maggior parte di loro ha subito violenze dice ancora il rapporto.

Dal 2014 gli Eritrei, costituiscono il gruppo più numeroso tra i detentori dello status nei Paesi Bassi subito dopo i siriani. Il SCP ha ricevuto diversi input dal comune e dagli operatori umanitari sulla preoccupante situazione dell’integrazione eritrea.

Chi ottiene lo status di rifugiato deve imparare la lingua olandese per preparare l’esame di integrazione ma il processo è più complicato di quanto non possa sembrare. Allo stesso tempo, i rapporti tra la comunità eritrea e le autorità olandesi sono spesso difficili e basati su incomprensioni reciproche, scrive ancora SCP.

Trovare un lavoro è altrettanto difficile. Il fatto che nelle professioni siano richiesti diplomi è un problema per comunità dove spesso, l’apprendimento di un mestiere avviene in maniera informale, conclude il documento.