L’uso del micro targeting, in altre parole messaggi personalizzati sui social da parte di politici, ha influenza sulle scelte di voto. Questa è la scoperta di un team di ricerca dell’Università di Amsterdam,

La ricerca mostra come i messaggi dal contenuto politico possono influenzare il comportamento degli elettori. Le parole di Tom Dobber, ricercatore intervistato da NOS, precisano cosa succede.

“Certo, con questo sistema non può succedere che un membro di VVD si persuada a votare GroenLinks. Però il microtargeting è utile per influenzare le scelte finali verso un partito in particolare.”

Durante l’esperimento i ricercatori hanno chiesto ai soggetti di scrivere dei messaggi su una piattaforma simile a Facebook.

Poi hanno analizzato i testi per definire alcune personalità politiche. “Per esempio, alcune parole sono frequenti tra le persone estroverse” ha detto Dobber. La ricerca scientifica sa che gli introversi sono più sensibili a messaggi con un sottotono un po’ triste. Al contrario, gli estroversi preferiscono i messaggi dal tono entusiasta. “L’algoritmo lo sa e divide  gli utenti anche in base a questo“.

In uno degli esperimenti è apparso un finto messaggio promozionale del partito di ultra destra VVD, con un testo diverso per le due personalità. La versione entusiasta diceva: “La sicurezza nel nostro paese non è mai stata migliore. Vota VVD e continueremo a proteggerti”. Il secondo messaggio aveva un tono completamente diverso: “La sicurezza nel nostro Paese è a rischio. Vota VVD, perchè la nostra sicurezza è in pericolo”.

L’esperimento ha dimostrato l’ipotesi: gli estroversi hanno accolto meglio il primo post, gli introversi il secondo. Questo dimostra che in base ai testi che lasciamo sui social, l’algoritmo determina la personalità degli utenti. E può usarla per manipolarli.

Non ci sono ancora prove che questo sia successo in Olanda. Ma una ricerca di NOS ha mostrato come VVD abbia identificato come target dei suoi post social, nel 2018, i fan del tennis. In vista delle elezioni 2021 il Parlamento ha chiesto trasparenza in merito alla diffusione di fake news sui social network.

L’esperimento dell’UvA si è ispirato alla vicenda Cambridge Analytica. All’epoca i consulenti politici avevano raccolto i dati degli utenti di social come Facebook per indirizzarli a messaggi politici personalizzati e influenzare il voto.