The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

31MAG REPORTAGE

Studenti senzatetto, viaggio nella giungla abitativa dell’Aja

Dormono su divani, in villaggi sperduti e persino in tenda: questo succede a chi ha scelto di studiare a l'Aja. Abbiamo indagato



di Laura Ballerini, Emma Pelizza e Guido Cucchia

 

Parlamento de L’aja

“Internationale stad van vrede en recht” (Città internazionale della pace e della giustizia)  si autodefinisce l’Aja, sede di organizzazioni internazionali e del primo tribunale penale internazionale permanente della storia (ICC). Belle parole e bei principi ma quando si parla di abitare a Den Haag, la pace diventa una guerra silenziosa. Contagiata, ormai, dall’endemica carenza di alloggi che colpisce ovunque nei Paesi Bassi, anche a l’Aja la situazione immobiliare sta viaggiando spedita verso la vera e propria emergenza; una situazione tanto seria da rischiare di compromettere l’economia e la stessa vivibilità della cittadina costiera.

 

Den Haag is (bijna) the new Amsterdam

E se il problema sembra insormontabile per i lavoratori, lo è di più per gli studenti, soprattutto per quelli internazionali: tra annunci disperati su facebook, truffe e fiumi di soldi sperperati in hotel ed ostelli, l’incubo che abbiamo raccontato lo scorso anno per le matricole (e non) a caccia di un tetto ad Amsterdam, si sta concretizzando anche a Den Haag. Cosa è accaduto?

Tra le città universitarie dei Paesi Bassi, l’Aja è oggi una delle destinazioni più popolari, soprattutto da quando l’università di Leiden, nel 2010, ha deciso di aprire a Den Haag un distaccamento della propria sede. In questi otto anni, l’aumento dei  corsi e la vicinanza con la storica cittadina universitaria, dove trovare un alloggio è da sempre un’impresa, hanno trasformato la capitale di fatto dei Paesi Bassi in un “hot spot” sulla falsa riga della capitale di diritto: il passaggio da sonnacchiosa città istituzionale, conservatrice e sede del governo, a centro universitario internazionale è stato ben poco indolore.

 

Se gli studenti internazionali piangono, gli olandesi non ridono

Fino a poco tempo fa studentesse e studenti potevano -senza troppi mal di testa- scegliere tra camere in abitazioni condivise e il lusso di uno studio indipendente, anche senza budget da ricconi. La situazione, tuttavia, è rapidamente deteriorata: anche lì, infatti, è diventato quotidiano l’estenuante  carosello di visite a vuoto e raffiche di “pm” inviati sugli annunci pubblicati sui social nella speranza di non dover trascorrere il semestre -o peggio, l’anno accademico- tra un ostello e un divano.

Per quanto riguarda gli appartamenti per studenti (non gestiti da agenzie) ci sono all’incirca 500 risposte per annuncio. Io sono anche iscritta a Staedion [woning corporatie], ricevo 10 email a settimana che mi avvertono delle stanze/studio disponibili. Ma ogni volta che rispondo agli annunci, mi viene detto che non sono stata invitata per vedere la casa.”, racconta Roos una ragazza di 19 anni originaria Hoofdorp. Il problema, quindi, non è solo degli studenti internazionali: “Gli agenti immobiliari a volte ci invitano per una “view” ma da subito fanno capire che con 100 persone interessate, le chance sono ben poche. Un altro, invece, mi ha detto di aspettare una settimana extra, perché volevano dare precedenza a coloro che avessero un lavoro. Se ci fosse stato qualcosa di disponibile alla fine  mi avrebbero invitato.”

 

Vivere in tenda o nel villaggio sperduto

Atrio dell’Università di Den Haag

Dopo Amsterdam, L’Aja è diventata una delle mete predilette dagli studenti italiani, in cerca di corsi interdisciplinari e in lingua inglese. Ma se da un lato l’Olanda è diventata la nuova mecca per gli studenti, le innumerevoli opportunità offerte rischiano di rimanere in vetrina, a causa della cronica carenza di alloggi; finire a vivere a scrocco da amici o in una tenda in campagna potrebbe -presto- diventare una triste normalità. Ne sa qualcosa Francesco, milanese: “Cercare casa è stata un’esperienza rocambolesca”, racconta a 31mag “mi sono iscritto a tutti i siti immaginabili e contattato decine di agenzie dal nome impronunciabile. La maggior parte di queste non voleva studenti e anche quando riuscivo ad  organizzare una visita, la competizione era altissima: mi è successo più volte di vedere una casa contemporaneamente ad altre 10 persone”. L’entusiasmo di Francesco, per la nuova avventura nei Paesi Bassi è svanito in fretta: dopo settimane trascorse tra il divano di una amica di Amsterdam, costosissimi Airbnb e ostelli fuori città, Francesco è stato alla fine costretto a trasferirsi in uno degli anonimi paesi dell’hinterland de l’Aja. Una soluzione giunta a caro prezzo: tra affitto e trasporti, racconta, sborsa ogni mese oltre 800 euro.

 

Vade retro studenti!

Gli ingredienti ‘studente’ e ‘internazionale’, quando combinati sembrano produrre una ricetta letale. I proprietari rabbrividiscono all’idea di lasciare i loro preziosi appartamenti a orde di barbari senza reddito che minacciano di metterli a ferro e fuoco. Visione legittima ci mancherebbe, anche se un po’ caricaturale della realtà.

E allora qualcuno si ingegna: “Ho sprecato giornate a rispondere a post su Facebook e contattare agenzie, mentre in realtà avrei dovuto iniziare a studiare.” racconta Jane, francese. Per aggiudicarsi quattro mura di pochi metri quadri, ha dovuto, letteralmente, mobilitare la famiglia: “Dato che nessuno sembrava intenzionato ad affittarmi una stanza, mia madre è venuta dalla Francia ed è riuscita a trovarne una. I proprietari pensano ancora che sia lei, e non io e la mia coinquilina a vivere li”. A Jane, tuttosommato, le cose sono andate bene rispetto a Kara, tedesca: dopo un periodo di purgatorio trascorso in tenda, in un campeggio di  Leiden, è riuscita ad agguantare un alloggio universitario: “Non sono stata troppo fortunata- racconta a 31mag- vivo in un appartamento fatiscente condiviso con altri dieci studenti”. Forse non ora, con il freddo, ma all’inizio dell’anno accademico non è escluso abbia rimpianto la tenda.

 

Den Haag è in guerra (per un alloggio): il comune lo sa?

Ma della guerra silenziosa che si combatte a Den Haag, cosa ne pensano le organizzazioni studentesche? A Studentenvakabond, non cadono affatto dalle nuvole: “Secondo noi le agenzie non stanno lavorando bene; un esempio è DUWO”, dice Wendy un’attivista dell’organizzazione studentesca. “Quello che ora si dovrebbe fare è sedersi attorno ad un tavolo e decidere il da farsi. Noi possiamo avere un ruolo perché siamo il trait d’union tra gli studenti e abbiamo diverse idee. 

Haagse StudentenVakbond

Molti attori coinvolti, purtroppo, non stanno prendendo la faccenda sufficientemente sul serio.” Secondo il sindacato, il governo e il comune dovrebbero mettersi nei panni degli studenti perché non tutti, olandesi e non, possono permettersi di pagare le somme esorbitanti richieste dal mercato. “Ultimamente stiamo ricevendo diverse lamentele e ogni volta che presenziamo ad eventi o parliamo fra di noi, spunta sempre, rigorosamente, la questione delle case”, prosegue Wendy.

La situazione si sta complicando per tutti, ammettono: “Vediamo alcuni giovani in liste d’attesa interminabili e altri pagare cifre folli pur di ottenere un appartamento. Noi studenti olandesi siamo avvantaggiati perché abbiamo parenti o amici ma non è sempre facile, neanche per noi.  Per alcuni proprietari di casa a Den Haag, la popolarità della loro città come centro universitario è manna dal cielo: “Alcuni  gonfiano i prezzi perché sanno che prima o poi capiterà qualche studente internazionale capace di pagare quella somma. Senza contare le agenzie che chiedono commissioni solo per organizzare delle view: non è legale chiedere soldi ma ovviamente se tu vieni da fuori, queste cose non sempre le sai.”

Robert Barker, consigliere comunale PvDD (fonte: partijvoordedieren.nl)

E’ della stessa opinione Robert Barker, consigliere comunale a Den Haag per il Partito per gli Animali: “ Il problema con gli studenti internazionali  è che da un lato li abbiamo invitati e attratti attraverso le università ma allo stesso tempo abbiamo creato un enorme disagio perché non c’è posto per tutti. E’ un problema e va risolto”, dice Barker a 31mag. I problemi sarebbero l’oggettiva carenza di immobili per soddisfare tutti e la qualità degli stessi: “I landlords dovrebbero essere più rispettosi della legge per quanto riguarda lo standard da mantenere negli alloggi che affittano”, prosegue il consigliere animalista. “Finestre rotte e riscaldamenti che non funzionano sono la norma nel panorama degli affitti”. Ovviamente l’impennata dei prezzi rimane il problema numero uno: “Gli studenti internazionali sono la componente più vulnerabile del corpo studentesco perché, spesso, non parlano olandese e non conoscono le leggi, quindi i loro diritti. Questa situazione li mette in una posizione di svantaggio.” prosegue Barker.

Il suo approccio è “pro-active”:“Ci aspettiamo che i ragazzi non siano afflitti dal problema ma piuttosto che reagiscano: devono sapere che la legge è dalla loro e li sostiene se si attivano. Quindi è fondamentale che denuncino gli abusi”, taglia corto. Se mettere ordine nella giungla, può certamente aiutare, il problema politico rimane intatto:  “In comune dobbiamo decidere: più grattacieli oppure più case popolari? Questo è un dilemma.” I negoziati con i costruttori sono un nodo complesso: stabilire le quote per uso abitativo è un rebus e quelle destinate agli studenti, un’operazione persino più difficile.” Benchè la distanza sia di circa 30 chilometri, Amsterdam e Den Haag non sono mai state così vicine.






31mag.nl è un progetto indipendente di giornalismo partecipativo.
Raccontiamo gli esteri da locals, non da corrispondenti o inviati.

Diamo il nostro apporto all’innovazione nei media con news,
reportage e video inediti in italiano. Abbiamo un taglio preciso ma obiettivo.

RECHARGE US!