di Michela Grasso

 

A 18 anni, non vedi l’ora di andare via di casa: più lontano da mamma e papà, meglio è. Non importa il dove, o il come, vuoi solo raggiungere quell’idea di indipendenza tanto desiderata dietro i banchi delle superiori. E l’estero, ma soprattutto il Nord-Europa, rappresentano un’attrattiva non indifferente.

Viste dall’Italia (e non solo), le nazioni Nord-Europee, sembrano la terra promessa del divertimento, dell’internazionalità e delle opportunità lavorative. Ogni anno, migliaia di studenti e studentesse lasciano il nido per migrare a Nord, ignari delle difficoltà che incontreranno nelle città olandesi, prima tra tutte, l’impossibilità di trovare casa.

Come fare quando ti trovi ad Amsterdam, arenato in qualche ostello, in attesa della prossima “house viewing”, solo tu e un paio di valige piene fino a scoppiare? L’università non è di troppo aiuto e, tra annunci scam, affitti più alti di una depe Buckingham Palace e “no internationals” come requisito, proprio loro, gli international, non sanno dove sbattere la testa.

Questa nuova sezione è dedicata a loro, alla massa di studenti stranieri senza voce, approdati in Olanda con le aspettative tipiche di chi ha poco da perdere, costretti ad affrontare la prova più temuta anche dagli expat-veterani: trovare casa. I temi da affrontare sono tanti, ricordando che ogni città ha le sue caratteristiche, e che spesso anche i giovani olandesi faticano in questa impresa.

Il viaggio inizia sui siti delle università, prima fonte di informazione per qualsiasi futuro studente. Guardiamo per esempio, alla ridente cittadina di Groningen, dove la scuola offre 1,500 alloggi studenteschi. Sembrerebbe meraviglioso, se non fosse che ogni anno ci sono  circa 20,000 studenti alla disperata ricerca di una casa. Nel 2018, la situazione fu cosí drammatica che i prof stessi dovettero ospitare gli studenti senza tetto. Per non parlare della tendopoli per studenti costruita dall’università di Tilburg nel 2019, ma questa è un’altra storia..

A 20 anni l’ottimismo non ti manca, e difficilmente ti scoraggi di fronte ai primi ostacoli.  Inizi a guardare online. Sui famosi siti di affitti pubblicizzati in ogni dove, quasi tutti gli annunci urlano “NO STUDENTS”  a caratteri cubitali. No problem, su facebook ci sono un centinaio di gruppi dedicati a trovare casa. Ma, attenzione, la metà delle proposte sono fasulle, i famosi “scam”, fatti ad hoc per derubare i più incauti.

Magari qualcuno ti contatta e dopo aver raggiunto qualche location fuori mano e aver salito 5 rampe di scale ripide e polverose,  ti ritrovi in una stanza grossa quanto un ripostiglio, con il pavimento scricchiolante, e un topo che rovista nella dispensa. Alla modica cifra di 700 euro al mese.

Cosa sarà mai? Si torna alla ricerca. Qualche altro studente starà cercando un coinquilino! Se sei fortunato, lo troverai in poco tempo, ma se non sei fortunato, preparati a vivere uno dei periodi più stressanti della tua vita universitaria. La maggior parte degli annunci per coinquilini recitano: “no internationals”.  Beh, forse è questa la famosa accoglienza olandese di cui NON si sente mai parlare?

Chiedi a un olandese, ti dirà che discriminazione non c’è. Forse alcuni di loro diranno addirittura che gli internationals hanno una vita semplificata e che i veri discriminati sono gli olandesi.  Chiedi a uno studente internazionale, ti dirà che discriminazione ce n’è fin troppa. Ma la verità, come sempre, sta nel mezzo.

Con l’arrivo del COVID, la crisi degli affitti sembra essere morta e sepolta, eppure sta solo aspettando il momento migliore per riaffacciarsi.