Quasi tutti gli altri paesi europei hanno già iniziato il piano di vaccinazioni, tutti ma non i Paesi Bassi: “Sorprendente, imbarazzante”, dice il microbiologo Roel Coutinho, predecessore di Van Dissel, come ex direttore del centro per il controllo delle malattie infettive presso il RIVM.

“È importante iniziare rapidamente. Noi come Paesi Bassi dovremmo essere in grado di farlo comunque”, ha detto Coutinho a NOS. Prima si comincia, meglio è, dice lo scienziato perché il Covid è pericoloso per chi lo contrae e per chi aveva patologie pregresse.

Mentre la pressione sugli ospedali rimane alta e le case di cura ricevono aiuto dai militari, aumentano le critiche alla strategia di vaccinazione del governo: secondo Coutinho, il governo si è reso conto troppo tardi che un programma di vaccinazione Covid non è uguale a quello per le vaccinazioni stagionali.

Perché in Olanda non hanno priorità gli anziani delle strutture, come avviene ovunque? Il Consiglio di Sanità non lascia spazio a dubbi: iniziare con le persone più a rischio, il gruppo colpito più duramente, dicevano nell’avviso al governo. E invece, l’esecutivo ha scelto di partire dai sanitari.

Secondo de Jonge la sicurezza è di primaria importanza nei Paesi Bassi, ecco perché si partirebbe dopo. Eppure, secondo l’esperto,  40.000 persone sono state vaccinate in fase di test, senza gravi effetti collaterali. Quindi il vaccino è sicuro. Perché attendere?

Altri problemi, come la registrazione dei vaccinati e la conservazione del vaccino, sono considerati da Coutinho come dei “non problemi” e in ogni caso, non tali da giustificare un ritardo in un periodo così delicato.