Passeggiando lungo Keizesgracht può capitarti di ascoltare musica jazz sparata col cannone a volumi altissimi; una melodia chiara che profuma di passato e che invita a seguirla senza fare troppe storie. Quelle voci roche circondate da una coltre di fumo di sigaro, fitta come la nebbia e quegli artisti, i maledetti di quasi un secolo fa, ti trascinano in un’altra dimensione, quella dei barbieri di una volta; i ragazzi dell’Haarbarbaar, coperti di tatuaggi e baffi improbabili, ti accolgono sulle note del grammofono, tra una sigaretta e l’altra, pronti a sbarazzarsi delle barbe comuni e a trasformarle in un capolavoro d’epoca (così dicono).

Sembrerebbe tutto in regola: arredi perfetti, ottima musica, un posto dove potersi sentire davvero “cool”. Peccato per i retroscena del locale, che abbraccia una “filosofia” un po’ particolare: le donne non sono ammesse. Lo dice persino il cartello all’entrata: “Only men – sorry ladies”, con tanto di disegno che ritrae una povera ragazza in lacrime.  La prima volta che ho varcato le porte dell’Haarbarbaar, incuriosita da quell’ambiente così retrò, sono stata pregata di tornare all’ingresso e di parlare dagli scalini affacciati sulla strada; pensavo, speravo, scherzassero e invece era tutto maledettamente vero. Motivo della policy? Si faceva cosi anche una volta, quando il barbiere era luogo sacro di esclusiva frequentazione maschile. Se è per questo una volta le donne non avevano diritto di voto ed anzi a voler spaccare il capello (è il caso di dire) di diritti ne avevano ben pochi.

Però, mi sono detta: Virginia, stai per intavolare una discussione sul femminismo, in Keizesgracht, con un barbiere-barbuto coperto di tatuaggi, il cui hobby è modellare ed arricciare  punte di baffi. E’ il caso? Certo che non lo è, lascia perdere, ho pensato. E mentre pensavo la cosa giusta, chiedevo al tipo: “Perché le donne non possono entrare?” Niente, non ho resistito. Ma la risposta non è stata un concentrato di acida misoginia:  le donne ultimamente “vogliono controllare la mente degli uomini”, per questo nel loro locale non vogliono avere fidanzate tra i piedi, tantomeno il loro giudizio sul taglio di barba e capelli. Donne-aliene, per voi “non c’è abbastanza spazio”; che le ragazze se ne vadano pure nei negozi per donne, e che lascino in pace i veri uomini

Insomma: fidanzate avvisate, mezze salvate.

Photo Credit Virginia Zoli