È tutto sbagliato. Scordiamoci “I Am Amsterdam”, gli Amsterdammers, i milioni di cappellini-souvernirs con stampato, a lettere cubitali, il nome della capitale olandese. Amsterdam (da Amstelredamme, ovvero diga sull’Amstel) dovrebbe chiamarsi Diedam dato che i primi insediamenti furono costruiti sul fiume Die, che scorre a nord vicino l’odierna Uitdam.

A rivelare il “grande errore” lo scrittore Bas Kok, nel suo ultimo libro Oerknal aan het IJ (Big Bang sull’IJ), una storia di Amsterdam Noord. Secondo Kok, infatti, mentre le prime abitazioni della regione sorgevano  sulle rive del Die, l’Amstel e la sua diga sarebbero divenuti il cuore di una futura metropoli solo in un secondo momento.

Una versione che sarebbe confermata anche da alcuni esperti, secondo cui la fondazione di Amsterdam non sarebbe avvenuta nel 1175, ma molto prima; quando però la zona occupata dall’IJ non era che torbiera paludosa, piena di rigagnoli e quasi impossibile da abitare.

“La storia della città deve essere riscritta”, afferma Kok all’NRC, “o quantomeno serve una discussione scientifica sulle sue origini”. Certo che Diedam non suona bene come Amsterdam. E a cambiare il nome di quello che è oramai un brand turistico per i giovani di mezza Europa (e non solo), non basterà di certo un la cara vecchia storiografia.