Esperti di diritto della privacy, hanno espresso la loro preoccupazione a proposito di una proposta della KNVB, la “Federcalcio” olandese, di sostituire il DASPO sportivo -che nei Paesi Bassi prevede, come in Italia, l’obbligo di firma- con la raccolta delle impronte digitali dei diffidati, custodite dalle società sportive e monitorate attraverso un sistema GPS per conoscere la posizione degli hooligans ed evitare che entrino allo stadio, eludendo i controlli.

Secondo il Telegraaf, lo sviluppo di una app dedicata è già a buon punto. Quest’anno, sarebbero 1390 le diffide nei confronti di tifosi violenti, 890 in più rispetto allo scorso anno.

Le società calcistiche sostengono che non esistano ostacoli di tipo legislativo ma un gruppo di esperti la pensa diversamente; secondo l’avvocato Frank van Ardenne al Telegraaf, non è affare della KNVB dove sia un diffidato, a patto naturalmente, non sia allo stadio. La privacy, secondo l’avvocato, verrebbe pesantemente violata da un provvedimento simile: i dati, infatti, verrebbero custoditi da associazioni private, i club, e ciò -naturalmente- non garantisce la qualità del trattamento.

Nei Paesi Bassi, gran parte delle diffide vengono gestite dai club e non dal giudice.

Secondo l’avvocato intervistato dal quotidiano di Amsterdam, il via libera a questa misura potrebbe spalancare la porta ad altre -e molto più pesanti- violazioni della privacy.