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Stop ai ricongiungimenti “misura deplorevole”: come un partitino cristiano ha mandato a casa il Rutte IV

A far staccare la spina al Rutte IV è stato un partitino di ispirazione cristiana, il Christen Unie che conta appena 5 seggi in parlamento ed è alla seconda esperienza di governo con l’attuale coalizione: presente già nel Rutte III come partner “junior” rappresenta gli interessi della provincia tradizionale e ha una forte connotazione pro-migranti, che da sempre lo distingue dall’altro partito cristiano SGP e dai cristiano democratici, il partito cristiano “main stream” della politica olandese.

Il Christen Unie ha avuto ripetutamente attriti con il D66, il partito liberal democratico, sulle questioni etiche: no a droghe, eutanasia e prostituzione legale ma con la formazione liberale ha creato una curiosa intesa sociale sulla questione dei diritti dei migranti, opponendosi in maniera ferma alla deriva di destra dell’esecutivo.

In ogni caso, dopo tre serate di negoziati sulla questione dell’immigrazione, il governo Rutte IV è caduto venerdì sera: VVD, D66, CDA e ChristenUnie non sono riusciti a trovare un accordo sull’asilo e si tratta di un tema che è sempre stato una spina nel fianco della coalizione.

Dopo l’estate del 2021, il numero di richieste di asilo è aumentato rapidamente e a causa di questa crescita e della mancanza di alloggi per i richiedenti asilo con status ( c’era una carenza di posti di accoglienza per l’asilo. Dopo la crisi dei rifugiati del 2015, infatti, erano stati chiusi alcuni centri di accoglienza e di conseguenza, durante l’estate del 2022, alcuni richiedenti asilo sono stati costretti a dormire all’aperto. Médecins Sans Frontières ha addirittura deciso di fornire aiuto umanitario per la prima volta in Olanda.

Nel frattempo, a L’Aia i partiti di coalizione stavano negoziando intensamente. Alla fine di agosto avevano raggiunto un accordo sull’asilo che avrebbe dovuto risolvere rapidamente la crisi acuta. La coalizione aveva deciso, tra le altre cose, di limitare i ricongiungimenti familiare per i richiedenti asilo con status; almeno, dice NU, questo avrebbe voluto il VVD.

Ma l’accordo aveva anche ricevuto molte critiche: proprio la base del Christen Unie, che conta ben 25mila iscritti (più di quanti ne abbia il VVD, il primo partito olandese)  ritenevano che il partito fosse sceso al di sotto di una soglia morale tollerabile. Durante un congresso straordinario, il deputato Don Ceder aveva parlato di “misure deplorevoli”. Il leader del ChristenUnie all’epoca, Gert-Jan Segers, aveva definito l’accordo “appena sopportabile” mentre il VVD, il partito di Rutte, voleva misure più dure contro i migranti.

Alla fine, la restrizione sulla ricongiunzione familiare introdotta con circolare è stata cancellata dalla Corte suprema e la legge apposita non è ancora stata discussa in parlamento. Anche nel governo Rutte III, composto dagli stessi partiti di oggi, la coalizione si era trovata ad affrontare questioni legate all’asilo: il 10 settembre 2020, VVD, CDA, D66 e ChristenUnie erano impegnati in negoziati sul possibile accogliere rifugiati provenienti dalle isole greche.

Nei giorni precedenti, si sono verificati diversi incendi nel campo profughi di Moria sull’isola di Lesbo e quando si era creata una situazione drammatica, l’Olanda fu tra i paesi a non voler accogliere alcun migrante. Anche in quell’occasione, D66 e Christen Unie criticarono la “disumanita” del governo.

 

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