pic: screenshot still standing for culture FB

Oggi, sabato 20 febbraio, gli artisti belgi lanciano il terzo appello collettivo alla mobilitazione “still standing for culture”  “per gridare che non possono più sopportare questo silenzio assordante e che lo sforzo delle misure si contenimento deve essere diffuso su tutti i settori”, scrive RTBF.

L’appello all’azione è stato ascoltato: nella giornata della giustizia sociale, gli artisti stanno organizzando più di 300 iniziative in un centinaio di città in tutto il Belgio.

Per promuovere la cultura, gli artisti organizzano “proteste in piedi” davanti a luoghi culturali chiusi come il Teatro Nazionale di Bruxelles, il Teatro Reale di Liegi o il Delta di Namur. Gli organizzatori hanno chiesto di portare scarpe, in buone condizioni, per formare file di scarpe davanti ai Bozars o al teatro Varia a Bruxelles o davanti al centro culturale di Tournai. Le scarpe avranno una seconda vita. Verranno offerti al Hébergement Plateforme citoyenne.

A Liegi, i cantori del coro eseguono brani del Nabucco e della Traviata davanti all’Opera Reale. I musicisti si esibiscono in mini-concerti davanti ai caffè chiusi, gli artisti si esibiscono nelle vetrine dei negozi, nei musei o nei parchi come a Bruxelles o all’abbazia di Floreffe, dice RTBF.

Gli artisti vogliono uscire da questa invisibilità e dall’isolamento forzato dove il governo li rinchiude da un anno. Agiranno, senza sfidare il divieto, ma aggirandolo.

Gwenaël Breës, membro del collettivo “Still Standing for culture”, spiega a RTBF che questa iniziativa di sensibilizzazione avverrà nel rispetto della legge ma ricordando che un settore intero così importante, non può essere del tutto cancellato.

Per il collettivo, dice il portale francofono, dobbiamo uscire dalla logica del regime di emergenza e trovare un modo alternativo per affrontare la pandemia.

L’iniziativa del collettivo è la terza, da quando è stato lanciato.