I Paesi Bassi sono i più lontani dagli obiettivi di energia rinnovabile tra gli stati dell’Unione europea. Questo è quanto ha affermato Statistics Netherlands, dopo uno studio comparativo tra i Paesi Bassi e altri membri dell’UE.

Stando alle notizie diffuse da RTL Nieuws, nel 2017 solo il Lussemburgo era risultato maggiormente dipendente dai combustibili fossili rispetto ai Paesi Bassi, con una percentuale del il 6,4% di energia proveniente da fonti rinnovabili rispetto al 6,6% olandese. Tuttavia, non va dimenticato che l’Unione Europea ha disposto degli obiettivi inferiori per il Lussemburgo sulle energie rinnovabili.

Entro il prossimo anno il 14% dell’energia generata nei Paesi Bassi dovrebbe provenire da fonti rinnovabili come vento, sole, acqua o biomassa. La Svezia è il leader europeo dell’energia pulita con il 54% di energia generata da fonti rinnovabili. Seguono Finlandia, Lettonia, Danimarca e Austria, con una percentuale del 30%.

Per la Giornata dell’Europa di giovedì, Statistics Netherlands ha proposto un confronto tra Paesi Bassi e altri paesi dell’UE su diversi punti.

Come risultato, l’Olanda sembra aver ottenuto il massimo del punteggio nella maggior parte dei casi esaminati. Per esempio, il 98% delle famiglie olandesi risulta aver accesso ad internet. Anche per quanto riguarda la disoccupazione, i Paesi Bassi si distinguono tra tutti gli stati membri per un livello molto basso, con un’aspettativa di vita elevata e un livello di prosperità tra i più alti nell’UE. Inoltre, rispetto agli altri paesi europei, il popolo olandese si contraddistingue per affidabilità e un basso rischio di povertà.

I Paesi Bassi sono in testa anche quando si tratta di mutui: i proprietari di case olandesi hanno il più alto debito ipotecario di tutti gli europei. Una situazione opposta rispetto a quanto avviene in Romania, dove quasi tutti i nuclei familiari possiedono una propria casa senza mutuo.

Le statistiche rivelano una diminuzione delle emissioni di gas serra nei Paesi Bassi del 2% nello scorso anno, rispetto al 2017. La stessa percentuale cresce al 14,5% se confrontiamo i dati recenti con quelli risalenti al 1990. Ma questa cifra non è sufficiente. Infatti, l’obiettivo da raggiungere è ancora lontano: bisogna ridurre le emissioni di gas serra del 25% rispetto al 1990 entro l’anno prossimo.