Anche se l’Olanda è da sempre riconosciuta come società “inclusiva”, c’è ancora qualcuno che pare non venga ben accettato per svolgere una determinata mansione lavorativa per il nome che porta, la religione che segue o l’etnia a cui appartiene. Questo succede sia in ambienti lavorativi che per i tirocinanti.

Stando a quanto riportato da Metro Nieuws, la Ministra dell’educazione Jet Bussemaker sta implementando una serie di misure volte alla rapida identificazione e rimozione di tutte le discriminazioni aventi luogo nell’ambito dei tirocini.

Le società responsabili di episodi di discriminazione potrebbero perdere il proprio status come imprese di formazione e perdere la possibiltà di offrire tirocini, anche se Bussemaker mette in luce come tutto ciò non sarebbe comunque sufficiente. La discriminazione non è qualcosa di facilmente percepibile, e in alcuni casi, gli studenti non hanno gli strumenti necessari per riconoscerla.

La Ministra ha quindi avviato una serie di corsi volti a sostenere il riconoscimento di erronee differenziazioni nei confronti di studenti e insegnanti nelle 5 città più grandi del Paese.

Inoltre, la Bussemaker ha messo a disposizione fondi che permettano visite nell’ambito delle società da utilizzare come test di valutazione. L’idea è quella di analizzare l’importanza che assume il contatto studente/ compagnie e farlo prima che una determinata persona venga collocata per svolgere il proprio stage.

La Ministra ha aggiunto che valuterà l’opzione di candidature anonime. All’inzio di quest’anno, uno studio condotto dalla piattaforma “Knowledge Integration Society ha mostrato come le ragazze che portano il velo, i ragazzi di origine marocchina e le madri single abbiano moltissima difficoltà a trovare tirocini.