Tra i Paesi Bassi e il mare c’è una sintonia particolare, si sa. E se c’è chi ha trovato il modo per ripulire gli oceani dalla plastica, c’è anche chi ha trovato il modo di sperimentare la coltivazione industriale di alghe marine (commestibili) 12 mesi l’anno. Il Mare del Nord potrebbe così diventare il primo incubatore industriale di alghe fresche disponibili h24 sui vostri piatti.

Ma non è finita qui.

La stichting olandese Noordzeeboederij ha lanciato il progetto, un anno fa, col proposito di dare il via a un metodo di coltivazione sostenibile, al fine di preservare fisionomia ed ecosistema marino, tenendo però conto dell’impatto ambientale di un allevamento intensivo.

La zona prescelta: 10 km di costa del Texel appena sotto il ‘Razende Bol’.

Come specificato sul sito ufficiale della start-up, che opera in collaborazione con diversi istituti di ricerca, aziende e agenzie governative, le alghe sono di per sé un alimento sostenibile, dato che non hanno bisogno di acqua fresca, terra né fertilizzanti per crescere. “Le alghe depurano l’acqua e trattengono i pesci a ridosso delle aree di coltivazione, rendendo le stesse un vero e proprio vivaio”, sostiene Koen van Swam di Schuttelaar & Partners, agenzia coinvolta nella Stichting.

Le alghe hanno inoltre alto contenuto nutritivo, alto valore proteico e sono un alimento versatile in cucina, oltre ad essere largamente usate nell’industria cosmetica.

Tutto questo non poteva certo sfuggire agli olandesi. Marcel Schuttelaar, fondatore di Noordzeeboederij, si è espresso così a riguardo: “Quando si tratta di mercato alimentare, gli olandesi hanno una reputazione da difendere. Non per niente siamo conosciuti in tutto il mondo in merito a innovazione nel settore”.

Non resta che aspettare la prima raccolta.