Secondo l’istituto olandese per le politiche sull’alcol (STAP), la birra sarebbe eccessivamente economica e necessiterebbe di una tariffa minima. Durante un’intervista con Rtl Nieuws condotta ieri, venerdi 21 ottobre, il direttore Win van Dalen ha segnalato come le offerte settimanali che si trovano nei supermercati vendano birra a prezzi ridicoli, come quella proposta da una nota catena a meno di 5 euro, ossia a venti centesimi a bottiglia.

Secondo l’associazione, l’introduzione di una soglia minima potrebbe ridurre drasticamente l’abuso di alcolici. Infatti, ha continuato van Dalen, sarebbero proprio i bassi costi ad invogliarne il consumo, soprattutto tra i giovani. I risultati sarebbero: alcolismo, crimini ed assenteimo.

Secondo STAP sei studi recenti dimostrerebbero come la soglia di prezzo minima sia la soluzione migliore, con costi calcolati in base al tasso alcolico. In questo caso, una cassa di 24 birre verrebbe a costare circa 8.50 euro.

Un portavoce di Bavaria ha affermato che l’azienda non vada matta per le promozioni nei supermercati. “Di queste ultime non beneficia il brand ma la catena che la propone; in un mercato altamente competitivo come questo, noi stessi rappresentiamo una piccola parte e siamo quindi costretti ad assecondare tali offerte”, ha concluso.

Nel 2012, il governo scozzese ha implementato un disegno di legge simile alla proposta in questione ma lo scorso anno, dopo una battaglia legale condotta dalla Scotch Whisky Association, la Corte Europea ha sentenziato che rappresentava una violazione al principio del libero mercato.

Il caso è tornato alla Corte nazionale ma il governo scozzese è ancora convinto vi siano prove inconfutabili sul fatto che il prezzo minimo, se parte del pacchetto di misure che includono educazione e trasgressioni, potrebbe seriamente fare la differenza sulla riduzione del consumo di alcol e le violenze che ne conseguono.