Le dichiarazioni del leader dei Cristiano democratici Hoekstra che ha aperto alla possibilità di spostare di alcuni anni, la data tassativa del 2030 stabilita dal tribunale per ridurre le emissioni in Olanda, sono apprezzate dal suo partito, dice NOS.

Il deputato de Wit, intervistato dal portale, sostiene di non aver mai visto tanta rabbia nelle province come in questo periodo. L’aumento del costo dell’energia, l’inflazione e anche il rischio di chiusura, avrebbero messo i contadini sul piede di guerra come mai prima d’ora.

I cristiani democratici, stanno scegliendo quindi la linea di orientarsi, optando per l’innovazione tecnologica e considerando il 2030 solo come una data orientativa.

Altri dirigenti locali, sentiti dal portale della TV pubblica, non sono altrettanto convinti del risultato che porterà la presa di posizione del leader nazionale. Secondo loro, infatti, Hoekstra rimane un membro della nazionale e la sua posizione è controversa.

Il resto della coalizione non è favorevole con la posizione del leader Cristiano Democratico, perché il termine del 2030 imposto dal tribunale è tassativo. Mostrarsi accomodanti nei confronti dei boeren è una posizione che il partito, che affonda le radici soprattutto nella provincia olandese, vorrebbe venisse mantenuta.

Ma la mossa effettuata da Hoekstra per recuperare elettori in provincia sembra tardiva: in molti hanno già rivolto lo sguardo al partito dei boeren BBB che si è mostrato più attento alle loro istanze.