Non hanno badato a spese gli organizzatori dei campionati mondiali di beach volley, che iniziano stasera, 26 Giugno alle 19:40, a Den Haag. E le partite non si svolgeranno, come in molti si sarebbero aspettati, nel The Hague Beach Stadium di Scheveningen inaugurato appena un paio di anni fa. Si giocherà invece su una spettacolare piattaforma galleggiante da 5.500 posti installata a Hovijver, lo stagno antistante il Parlamento olandese.

E la storia, in un certo senso, non cambia per le altre tre città che ospitano il torneo – Amsterdam, Rotterdam e Amersfoort – dove le partite si svolgeranno in luoghi pieni di tutto fuorché di sabbia: Piazza Dam ad Amsterdam, le rive della Mosa a Rotterdam e la piazza del mercato ad Amersfoort, una città dove il mare nemmeno c’è.

Una scelta inusuale e tutta “artificiale”, quella di giocare fuori dagli stadi preposti e lontano dalle spiagge naturali, sicuramente dettata da motivi di carattere commerciale atti ad aumentare la spettacolarità dell’evento. Ma soprattuto il suo indotto, senza troppo badare a valutazioni d’impatto ambientale e puntando piuttosto alla maggior visibilità possibile.

Il torneo proseguirà fino a domenica 5 luglio, giorno delle finali e delle “finaline” sia maschili che femminili che si terranno a Den Haag.

Tra gli appassionati dello sport già si parla dei possibili vincitori: Brasile, Usa o Cina. Quando poi sarà tutto finito e le coppe assegnate, qualcuno forse si chiederà il prezzo di finte spiagge e campi da gioco galleggianti. E altri, forse, arriveranno addirittura a chiedersi: ne valeva la pena?

di Martina V.