Come si costruisce una città capace di resistere a una pandemia globale? Si stanno ridisegnando i centri urbani per adattare le strade e gli edifici alle esigenze di una nuova era post-coronavirus. I londinesi chiedono che le loro strette strade storiche siano ampliate e che l’uso di scooter elettrici su strade pubbliche possa essere legalizzato per permettere ai pendolari un’altra alternativa all’uso della metropolitana, scrive in un pezzo Marianne Hunt su BrusselsTimes.

A Liverpool stanno allestendo nuovi arredamenti urbani per consentire alle persone di socializzare rispettando le distanze, mentre a Milano si stanno creando oltre a 30 km di piste ciclabili per incoraggiare le persone a evitare i trasporti pubblici.

Anche Bruxelles ora dovrà trovare una soluzione per il suo affollato sistema di metropolitana e i suoi vicoli acciottolati e tortuosi – dove le collisioni tra i pedoni e i negozianti sono quasi inevitabili.

“La capitale del Belgio non è stata storicamente conosciuta per avere un approccio particolarmente attento e diligente alla pianificazione urbana. Mentre New York ci ha regalato il piano a griglia e Parigi l’eleganza della Haussmannizzazione, la Brusselizzazione è diventata sinonimo per lasciare semplicemente che gli edifici spuntino dove capita.”

Ma la pandemia di coronavirus sta costringendo gli urbanisti ad adottare un approccio più ponderato. Bruxelles è destinata a guadagnare una nuova rete di piste ciclabili di 40 km e l’antico centro è stato delimitato all’uso di pedoni e ciclisti. Le auto che entrano infatti sono limitate a 20 km all’ora e devono lasciare il posto alle persone in bicicletta o a piedi. Questo consentirà alle persone di camminare più distanziati e in questo modo rispettare le misure di sicurezza.

“Il Coronavirus ha fatto capire alla città e agli abitanti che diamo troppo spazio alle automobili”, ha affermato Tom Sanders di perspective.brussels, l’agenzia di pianificazione per la capitale del Belgio. La distanza sociale, aggiunge, ha evidenziato la necessità di are ricreative all’aperto e di maggiori aree verdi per le persone che non possiedono balconi o giardini. Ciò ha accelerato i piani per la creazione di nuovi spazi pubblici, come per esempio i moli nei canali recentemente bonificati della città.

Rifare tutta la città

L’ agenzia di pianificazione sta attualmente rimodellando il layout della Capitale in modo che le esigenze di tutti i residenti, siano essere per lavoro, shopping o per svago, possano essere soddisfatte entro 10 minuti dalla loro porta di casa. “Le persone stanno riscoprendo i loro quartieri, il che aiuta a vivere in modo più sostenibile”, spiega Sanders a BT.

Nonostante ciò, esiste il rischio che le nuove norme di sicurezza possano indurre le persone a ritirarsi dalle attività pubbliche, aumentando la solitudine e creando divisioni sociali tra le diverse parti della città. Sanders insiste che “non possiamo permettere che ciò accada”. I pianificatori urbani sperano di contrastare il crescente individualismo attraverso la creazione di spazi culturali e comunitari sicuri ed aperti a tutti.

Un tipo di edificio che potrebbe non sopravvivere alla pandemia è l’ufficio tradizionale. Decide di migliaia di dipendenti sono passati a lavorare da casa, causando molte aziende a mettere in dubbio la necessità di pagare per un ufficio in centro città.

“Questi spazi non sono solo incompatibili con il distanziamento sociale, ma hanno anche dimostrato di ridurre la produttività e il sentimento di appagamento dei dipendenti.” Spiega Windsor. Lui prevede che il coronavirus causerà la transizione verso piani di lavoro alternativi.

Il risultato di tutti questi cambiamenti potrebbe avere benefici sulla salute. “L’inquinamento atmosferico a Bruxelles è stato identificato come un problema da qualche tempo ormai”, spiega Sanders. “La ricerca ha dimostrato che l’inquinamento riduce la capacità del nostro sistema immunitario di resistere alle malattie”. Nel tentativo di incoraggiare le persone a evitare di guidare e ridurre le emissioni nell’atmosfera, la città sta valutando di introdurre un pedaggio sull’uso delle auto entro il 2025.

Architettura vs pandemie

Con le persone che trascorrono sempre più tempo a casa, si dovrà pensare alla pianificazione di nuovi alloggi – o alla progettazione dei vecchi – per garantire a tutti un posto confortevole e funzionale in cui vivere. Mentre Bruxelles ha già standard relativamente elevati per quanto riguarda i requisiti che i progetti di edilizia residenziale devono soddisfare, una nuova proposta è quella di includere uno spazio esterno in ogni casa. “Imparare a vivere in un’era post Covid ci ha dato molte sfide, ma i tempi difficili spesso stimolano la creatività e possono offrire anche delle enormi opportunità”, dice Windsor.

Eppure altri posti non sono così fortunati. Mentre i residenti di Stoccolma e Copenhagen sono pronti e disposti a pagare per i loro spazi verdi e piste ciclabili, quelli bloccati nelle baraccopoli di Delhi in India o a Caracas, in Venezuela, hanno molta meno scelta. La vera chiave per stabilire se una città sarà in grado di resistere alle malattie dipenderà dalla sua capacità di pagare per le proprie difese.