Benjamin Herman, l’uomo di 36 anni che nella giornata di martedi ha ucciso a Liegi due poliziotte e un passante, prima di essere colpito a morte da un nucleo speciale della polizia belga, si era radicalizzato in carcere, dice Reuters.

Stando alle informazioni dell’agenzia stampa, l’uomo era stato condannato per reati comuni e non aveva un passato da militante.

Secondo il ministro della giustizia Koen Geens, sarebbe stata la quattordicesima volta dalla sua detenzione che ad Herman venivano concessi permessi temporanei volti a prepararlo per l’eventuale reinserimento nella società nel 2020.

Secondo la stampa belga, il vicepremier Alexander de Croo avrebbe chiesto come sia stato possibile che ad un uomo in carcere per reati seri sia stata concessa la libertà vigilata.

Herman avrebbe pugnalato le poliziotte, di 45 e 53 anni, alle spalle alle 10:30 circa su un viale nel centro di Liegi, quindi avrebbe sparato ad entrambe. Quindi ha sparato ad un passante di 22 anni ferendolo a morte, poi si è barricato in una scuola prendendo una del personale di servizio in ostaggio.

L’uomo è stato sentito gridare “Allahu Akbar” quando sparava alla polizia, in un video girato da residenti locali. Quattro agenti di polizia sono stati feriti prima che l’aggressore venisse ucciso.

 

Il profilo dell’assalitore ha destato preoccupazione per il rischio che criminali comuni, compresi quelli di origine musulmana, vengano ispirati dalla violenza islamista mentre erano in carcere. Gli esperti credono che l’uomo abbia agito da solo.