Rafaelji, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Su una collina pianeggiante nella frazione di Santa Cruz (a circa 30 chilometri da Córdoba) in Spagna, in epoca iberica (IV e III secolo aC) esisteva una città murata che, in epoca romana, divenne la città di Ategua. I lavori di scavo effettuati lo scorso agosto hanno confermato le aspettative del rapporto geofisico: c’è un teatro romano sotterraneo, scrive il quotidiano iberico El Pais.

“Abbiamo trovato una panetteria, un tratto del maximum cardo e un altro del maximum decumano e le fondamenta delle tribune di un edificio per lo spettacolo e che sono caratteristiche dei teatri, ma anche degli anfiteatri o dei circhi”, dice al quotidiano l’esperta María del Camino Fuertes.

Napoleone III, appassionato di storia romana, mandò il colonnello Eugéne-Georges Stoffel a scavare Ategua, con l’approvazione di Isabella II, e i francesi finirono per rubare uno dei tesori più importanti trovati in Spagna, il Visigoto di Guarrazar, dice El Pais. Solo nel primo terzo del XX secolo fecero la loro comparsa gli esperti nazionali, con studi che potrebbero confermare l’esistenza di una città iberica e poi romana.

A dicembre 2018 sono iniziate le prime indagini geomagnetiche dell’intero complesso archeologico, prosegue il quotidiano, che hanno portato al rilevamento di “edifici, strade e strutture completamente invisibili al suolo e che, nella maggior parte dei casi, nemmeno si intuiscono”, afferma la pubblicazione scientifica di Fuertes e Meyer.

Nello specifico, sono state rilevate 76 strade, 59 isolati e almeno nove edifici forse romani unici, sebbene la loro esatta cronologia possa essere determinata solo quando vengono scavati.  E tra le immagini ottenute, e ora confermate con lo scavo, si evidenzia «la presenza di una grande struttura semicircolare, di 26,66 metri di diametro, aperta a nord su uno spazio a pianta triangolare». Gli archeologi stimano che fosse di circa 2.000 metri quadrati.

“In definitiva, si tratta”, afferma Fuertes, “di un sito unico, un autentico gioiello ancora da scoprire sotto la superficie della terra che lo protegge”.