Gli imputati per reati gravi potranno assistere al processo tramite collegamento video a partire dal prossimo anno, dice NOS citando una decisione del Consiglio dei ministri. In questo modo verrebbero limitati i rischi per la sicurezza, soprattutto durante il trasporto di detenuti da e verso il tribunale.

L’intenzione è che dal 1° gennaio il giudice possa decidere che un indagato non vada in tribunale, ma possa assistere al processo a distanza da un’apposita aula.

Questo limiterebbe il rischio di fuga e risparmierebbe un enorme sforzo alla polizia nei giorni dell’udienza. In questo modo è anche possibile impedire ai sospettati di reati gravi di comunicare tra loro.

Il Consiglio dei Ministri ha deciso oggi di inviare la proposta al Consiglio di Stato per un parere. Esaminerà, tra l’altro, come il nuovo regolamento si colleghi al diritto di presenza degli indagati, ai quali deve essere data la possibilità di assistere al processo.

Nel frattempo, è già stato dato ordine di allestire due stanze presso l’EBI a Vught, il carcere di massima sicurezza, dove i sospettati e i loro avvocati possono partecipare a distanza ad una causa. Questi spazi devono essere completati quest’anno.

L’ex ministro Dekker ha avuto l’idea l’anno scorso di far apparire i sospetti più spesso tramite videoconferenza. Il motivo è stato il processo Marengo con principale sospettato Ridouan Taghi, che ha richiesto la presenza di centinaia di agenti.