L’uomo finito al centro delle polemiche il mese scorso dopo essere stato identificato da alcuni attivisti Siriani come un ex combattente dell’Is, ha detto al Volkskrant di non aver mai fatto parte del gruppo militante islamico.

L’uomo, un cittadino siriano di 31 anni, era stato accusato di aver combattuto a fianco delle forze dell’IS in Siria dopo essere stato visto da alcuni attivisti tra gli spettatori di un film del gruppo “Raqqa viene massacrata in silenzio”, proiettato al Balie di Asmterdam.

Secondo quanto dichiarato dai servizi di sicurezza olandesi ai giornali, l’uomo sarebbe stato un “caso serio”, si sarebbe recato nei Paesi Bassi con un nome falso e sarebbe stato da tempo sotto l’occhio dell’AIVD. I servizi segreti sarebbero stati consapevoli della sua presenza sin da prima del dibattito al Balie, ha detto il giornale.

Ma il sospettato, riportato pubblicamente come “Aziz” nonostante sia conosciuto con un nome diverso nei Paesi Bassi, avrebbe detto al Volkskrant di non aver mai avuto niente a che fare con l’IS. Nonostante le numerose richieste di immediato arresto, il primo ministro Mark Rutte aveva ai tempi affermato di comprendere lo shock della gente ma di non poter commentare ulteriormente il caso per motivi di sicurezza. Secondo il ministro della giustizia Ferdinand Grapperhuis, l’uomo potrebbe essere arrestato solo se ci fossero “sufficienti motivi legali”.

Aziz ha dichiarato al Volkskrant e al Nieuwsuur di essere stato arrestato nel 2005 insieme ad altri 11 membri di un Club del Libro in cui leggevano “libri proibiti sulla Siria e il regime, su sciiti e sunniti”. “Ecco perché io e il altri membri sono stati arrestati “, ha spiegato. Aziz sarebbe stato rilasciato a seguito di un’amnistia nel 2011 e avrebbe fatto piani per lasciare la Siria. Nel 2012 sarebbe partito per la Turchia, e sarebbe arrivato in Olanda nel 2014. Una volta recatosi nel centro di rifugiati di Ter Apel, ha ottenuto un permesso di soggiorno permanente.

Attualmente lavora in un caffè ad Amsterdam. “Credo che il problema sia che sono stato nella prigione di Saydnaya“, ha detto al Volkskrant. “Ma non posso farci niente.” Centinaia di prigionieri dell’IS sono stati chiusi lì e hanno ammesso di avere degli ex amici che erano lì e che hanno aderito all’IS. L’uomo accoglie con tranquillità il fatto di essere monitorato dai servizi di sicurezza olandesi. “Non ho nulla da nascondere. Mi sta bene che mi tengano d’occhio. Se hanno qualcosa contro di me, sanno dove trovarmi.”