The Netherlands, an outsider's view.

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NL

Sospesi nel limbo dal corona #2 / Bloccati in NL. Dobbiamo arrivare in Italia per iniziare una nuova vita

di Massimiliano Sfregola

 

Con il trascorrere dei giorni, le misure senza precedenti messe in campo dai governi per cercare di frenare l’emergenza coronavirus, non stanno avendo un impatto solo sulla vita quotidiana dei residenti nei Paesi Bassi -soprattutto di quelli che hanno scelto l’autoisolamento per evitare il rischio di contrarre o trasmettere il coronavirus- ma anche di coloro che avevano già piani di vita organizzati e a causa dello stop alla libera circolazione, si trovano ora nel limbo; in attesa, a questo punto, giusto di un miracolo.

E’ la storia di Elia, napoletano, ad Almere, pronto da qualche tempo a tornare in Italia insieme al marito per iniziare una nuova vita: “Il mio partner vive qui da 8 anni, io l’ho raggiunto un anno fa”, racconta a 31mag “ma di recente ha firmato un contratto per un impiego nei pressi di Bologna.” Elia, che lavorava in Olanda nell’horeca, si è dato da fare ed è riuscito a trovare un impiego per tornare insieme al marito. Nelle ultime settimane i preparativi: la disdetta del contratto di casa, la vendita dei mobili e del pavimento “perchè sai come funziona qui, vero? La casa ce l’hanno data senza. Il pavimento l’avevamo messo noi. E per non essere costretti a spendere una fortuna, abbiamo venduto i mobili e tutto ciò che non fosse possibile riportare indietro”, racconta ancora Elia. La coppia aveva già affittato un alloggio in Italia per tre mesi, giusto il tempo di ambientarsi e di cercare qualcosa di stabile.

Poi è arrivato il coronavirus che ha messo in quarantena l’Italia e ha sgretolato, in pochi giorni, anche i piani della coppia: “Siamo bloccati in Olanda: dal I aprile non avremo più casa ad Almere perchè è stata già affittata, qui non abbiamo più un lavoro e in Italia non potranno attenderci a lungo”: la società che ha assunto il marito di Elia, soprattutto, non potrà aspettarlo oltre l’inizio del mese prossimo.

Il ragazzo napoletano è smarrito: cosa possiamo fare? “Al consolato hanno detto di non poterci aiutare; secondo loro, prima di qualche settimana la situazione non si sbloccherà. E noi cosa facciamo nel frattempo?”. Le ipotesi, a questo punto, sono due: o tentare, prima della chiusura totale dei cieli europei, di raggiungere l’Italia con scali multipli, “ma la cosa è più facile a dirsi che a farsi: il rischio, infatti, è che durante questi passaggi ci respingano o ci mettano in quarantena”, ragiona Elia, “oppure salire in macchina e tentare di arrivare via terra”. Già, ma come? Ormai, anche quest’ultima ipotesi, assomiglia ad una partita a scacchi: il Belgio è chiuso, il rischio di essere respinti alle altre frontiere è molto concreto.

La coppia, insomma, è rimasta impantanata nella Twilight zone delle fasi di transizione della vita, quando si è occupati a sistemare la burocrazia di quella precedente in attesa di iniziarne un’altra altrove. La cattiva sorte con i tempi e lo tsunami del coronavirus, invece, hanno inchiodato Elia e suo marito in quella terra di nessuno.