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Marcus Degen di Amstelveen ha recentemente scoperto un filmato della sua deportazione al campo di Westerbork.

È a malapena presente nell’immagine, lo si vede per pochi secondi. Ha tre anni e guarda attraverso il finestrino del treno che sta per lasciare il campo di Westerbork. Sua madre dietro di lui.

È il 19 maggio 1944. I 446 ebrei e i 245 sinti e rom sul treno non sanno se la loro destinazione finale sarà il campo di concentramento di Auschwitz o quello di Bergen-Belsen.

Marcus è sopravvissuto a Bergen-Belsen. Ora ha 80 anni e dall’anno scorso sa di essere il ragazzino delle immagini. “Sono rimasto scioccato. Non ho mai saputo che fosse stato girato un film”.

Le riprese del film Westerbork sono state recentemente restaurate e digitalizzate dal Nederlands Instituut voor Beeld en Geluid, offredno una visione più chiara del campo di transito durante la seconda guerra mondiale.

I ricercatori Koert Broersma e Gerard Rossing sono riusciti a leggere più nomi e date di nascita su valigie e borse e collegare le persone ai nomi sulle liste di trasporto. In questo modo, hanno scoperto anche la famiglia Degen.

Filmati unici

Marcus Degen e la sorella hanno riconosciuto anche i loro genitori nel filmato. Nel film, Degen guarda dritto nella telecamera, dietro il finestrino di un vagone. Fu deportato il 19 maggio 1944 con sua sorella Stella (di un anno) e i suoi genitori. Marcus è sopravvissuto alla guerra insieme alla sorella e alla madre. Suo padre non si salvò.

L’iconico film Westerbork è anche al centro della mostra Captured in Images al Kamp Westerbork Memorial Centre. La pellicola riprodotta a velocità rallentata – 2,5 volte più lento del reale, dura 2,5 ore invece di 80 minuti.

“Le immagini sono note da 76 anni, ma la qualità non era buona”, dice Bas Kortholt, ricercatore presso il Memorial Centre e curatore della mostra. “Il restauro sta portando alla luce nuove informazioni. Le immagini sono più nitide e possiamo riconoscere le persone”.

Un momento emozionante

Gli autori del libro sono riusciti a identificare dodici persone dalle immagini restaurate, tra cui Marcus e sua sorella Stella. Uno degli autori ha inviato a Marcus una foto della scena in questione. “Quando ho visto il film in seguito, ero sicuro di essere il bambino sul treno. Ho riconosciuto il gilet. È stato molto emozionante”.

Il filmato è stato girato tra il 5 marzo e il 19 maggio 1944 dal prigioniero ebreo-tedesco Rudolf Breslauer, su ordine del comandante del campo, Albert Gemmeker. Mostra i prigionieri che lavorano in serra, nella fabbrica di giocattoli e di mobili, nella bottega del fabbro e del calzolaio.

Un’immagine distorta?

In molti sostengono che film dipinga però un quadro distorto. Vediamo come i prigionieri fossero “intrattenuti” con cabaret, partite di calcio ed esercizi mattutini. Breslauer ha anche filmato l’arrivo di due treni con ebrei, sinti e rom. E infine la partenza del treno, il 19 maggio 1944, con la famiglia Degen a bordo. Famosa in tutto il mondo, l’inquadratura della giovane Sintezza Settela Steinbach, che si affaccia tra le porte del vagone.

“Quello che manca nelle immagini è la vita nell’accampamento stesso”, dice Kortholt. “Si avverte un pizzico di propaganda. Un anno e mezzo prima la vita era molto diversa, non c’erano riviste e la gente moriva di fame. Il film rappresenta una falsa realtà“.

Il film non è mai stato montato, ma le riprese, parti della sceneggiatura e le istruzioni di montaggio, sono stati inseriti nel 2017 nel programma della Memoria del mondo dell’UNESCO.