L’11% delle studentesse nei Paesi Bassi è stata violentata durante il periodo degli studi, secondo una ricerca di I&O Research svolta tra più di mille studenti. Il sondaggio rappresentativo è stato commissionato da Amnesty International.

Per stupro, chiariscono i committenti del sondaggio, e quindi per evitare malintesi su un tema così delicato,  si riferisce all’intrusione di una parte del corpo o di un oggetto contro la volontà così da distinguere, ai fini del risultato dello studio, le violenze dalle molestie. Degli uomini intervistati, l’1% ha indicato di essere stato penetrato sessualmente durante gli anni del college.

La maggior parte degli studenti che hanno riferito di essere stati stuprati afferma di conoscere l’autore che gli episodi sarebbero accaduti, ad esempio, ad una festa o ad un appuntamento. “Quindi non è un completo estraneo”, afferma Martine Goeman di Amnesty.

Più di un quarto delle donne che ha subito violenze dice che i fatti sono accaduti in momenti di particolare vulnerabilità, sotto effetto di alcol o droghe. Una nuova legge, presto licenziata dall’aula, classificherà tutto il sesso involontario come stupro stabilendo pene detentive da 4 a 9 anni, dice NOS. Secondo la legge attuale, lo stupro -per essere considerato tale- deve ancora comportare coercizione o violenza.

Amnesty sta conducendo una campagna da più di un anno per attirare maggiore attenzione sul problema delle violenze sessuali e ora lavorando con le università. “Le istituzioni non sono responsabili dello stupro, ma possono fare tutto il possibile per aiutare”, afferma Goeman. Molte studentesse, infatti, non sanno dove denunciare: solo il 2% delle vittime con cui ha parlato l’istituto che ha svolto lo studio ha denunciato mentre quattro vittime su dieci non raccontano a nessuno cosa è successo.