Il sondaggio di Maurice De Hond per il suo istituto Peiling, descrive a tre mesi di distanza dal voto in Olanda una situazione politica nel paese ancora più marcatamente a destra.

Secondo l’ultimo rilevamento, pubblicato il 6 giugno, i partiti tradizionali rimangono stabili oppure perdono consenso mentre ne guadagnano le formazioni alla destra dello spettro politico. Se si dovesse tornare al voto oggi, infatti, i partiti governativi -o quelli impegnati con la formazione del governo- rimarrebbero stazionari oppure, come nel caso dei cristiano-democratici (-4, da 15 a 11 seggi) travolti da scandali e polemiche, perdono consensi.

Salirebbero a 6 seggi ciascuno i neonati JA21, formazione di estrema destra, che “ruba” voti conservatori in fuga dal Forum voor Democratie all’ennesima crisi. E Volt, partito liberale “digitale” che raddoppierebbe i consensi, pescando -probabilmente- dal Groenlinks che cala ancora e dal D66.

Crescerebbero anche BBB, il “partito dei boeren”, fino a 3 seggi e BIJ1 la formazione multietnica di Sylvana Simons, che guadagnerebbe 2 parlamentari.

Il quadro, insomma, sembra stabilizzarsi con molti partiti di dimensioni medio-piccole.