L’ultima traccia di Ali B, rapper e star televisiva olandese, ha scatenato un fiume di polemiche: le liriche, un testo centrato su soldi e belle donne, nella tradizione del gangsta rap americano degli ultimi anni, in un passaggio recitano “zijn money zit als een Jew”, ossia che avrebbe fatto soldi come un ebreo che avrebbe, poi, definito in un’altra strofa “golddiggers’.

Tanto è bastato per mandare su tutte le furie parte della comunità ebraica: un pezzo apparso sul sito Joods.nl ha stigmatizzato il brano definendolo “antisemita”.

Ma a detta di Ali B, i critici avrebbero preso un granchio: al Parool, il rapper di origine marocchina dice di aver fatto un complimento alla comunità ebraica: “fenomeni negli affari” aggiungendo che il golddiggers, cercatori d’oro, che il testo vorrebbe “fuori dall’hood (quartiere in slang americano) è solo una formula per aiutare la rima. Quindi non vorrebbe dire assolutamente nulla.

 

Ma Ali B, un pò, se la prende: secondo il rapper, il sito joods.nl non ha perso l’occasione di attaccare un olandese-musulmano. Questa sarebbe la vera ragione della polemica.

L’articolo del portale, in effetti, c’è andato giù pesante: “deplorevole” e “traccia sfortunata” si legge nel commento: “invece di contenere le pesanti forme di antisemitismo nella sua comunità”, scrive joods, “il ‘knufelmarokkaan’ -marocchino gentile come è stata definito la star della gioventù olandese di origine nordafricana- si lascia andare a classici pregiudizi antisemiti”.

 

Su Twitter, in tanti hanno mostrato delusione: perchè la più celebre figura nel dibattito inter-etnico olandese ha accettato di girare un video cosi “slack”: sessista, superficiale e addirittura antisemita?

I commenti sulla pagina FB di Joods, in parte lo assolvono: ha detto “fare soldi come gli ebrei”, cosa ci sarebbe di antisemita? Siamo tutti un pò troppo suscettibili, scrive qualcuno.