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Sofia Graffiti Battle, l’Olanda supporta la StreetArt bulgara

PUAK, writer olandese, e la scena underground di Sofia si sono esibiti durante il festival: gare, workshop e dimostrazioni che hanno sensibilizzato la comunità alla StreetArt

I graffiti rimangono una delle forme d’arte più controverse e dibattute. Da sempre protagoniste di reclami e lamentele da parte dei cittadini, anche i residenti di Sofia, in Bulgaria, non risparmiano commenti contro le “tag” dipinte sui muri o sui treni. Il Festival “Sofia Graffiti Battle” vorrebbe sdoganare questa forma espressiva e sensibilizzare la cittadinanza all’estetica della Street Art . L’ambasciata olandese a Sofia ha sostenuto l’evento che si è tenuto in settembre: “L’arte è di tutti per tutti” ha dichiarato.

Al “Sofia Graffiti Battle” si sono esibiti PUAK, noto writer olandese, e molti alti artisti bulgari. Le pareti esterne di un parcheggio sotterraneo sono diventate la tela di molti giovani talenti. Il Festival è diventato il contesto ideale per collaborazioni, creazione di bellissimi pezzi, scambio d’ispirazioni e amicizie. Il pubblico era entusiasta e l’evento ha destato molto interesse e partecipazione. Durante il festival si sono tenute gare, dimostrazioni e workshop per principianti. Anche altre forme della cultura underground hanno avuto spazio nell’evento: musica, breakdance, street basketball, skateboarding, ping-pong, illustrazione, schizzi e proiezioni di documentari a tema.

“Non nel mio cortile” ?

Lo scopo principale del “Sofia Graffiti Battle” era supportare lo sviluppo della cultura urbana in Bulgaria attraverso graffiti e Street Art. Creando un palcoscenico in cui i writers potessero dare vita a progetti di ampia scala e di grande valore artistico, dipinti apprezzabili dall’intera comunità. L’urban culture che popola le strade di Sofia attualmente assume forme diverse, i graffiti sono l’espressione più visibile. Il graffitismo è spesso additato come vandalismo, molti cittadini di Sofia si lamentano delle “tag” sui trasporti pubblici. Il Festival è l’occasione per riqualificare la street art agli occhi di molti dei residenti. Attorno al “Sofia Graffiti Battle” i volontari si sono impegnati nella pulizia dei quartieri, hanno realizzato dipinti sul pavimento per i tradizionali giochi per bambini, hanno ritinteggiato muri e riparato molte delle infrastrutture sportive lasciate arrugginire all’aria aperta.

Di tutti, per tutti

L’ambasciata olandese è stato membro attivo dell’edizione del Festival. Ha riunito artisti locali con PUAK e ne ha facilitato la partecipazione in giuria. Il famoso writer olandese è stato felice di condividere le proprie competenze e tecniche con la scena locale ed è stata anche una buona occasione per mostrare l’innovativo approccio olandese nei confronti delle forme di subcultura. In questo senso l’ambasciata olandese è stata di supporto morale per i giovani talenti locali. “L’arte non è solo vecchi dipinti e musica classica. È un mezzo espressivo che permette alle nuove generazioni di plasmare ed esprimere la propria identità” ha dichiarato il secondo segretario René Kersten durante il Festival, “Iniziative come la Graffiti Battle mostrano che l’arte è di tutti per tutti”.


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