The Netherlands, an outsider's view.

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PANDAM

Sociale, culturale e multietnico: al museo Oscam il cuore pulsante di Bijlmer

di PanDam

 

Parlando di arte e musei ad Amsterdam, non potrà che venirvi in mente la grande piazza di Museumsplein, nel cuore della città, con la sua massa di turisti, i grandi edifici, e i prezzi esorbitanti. E poi Jordaan con le sue gallerie bohemian, che offre una vasta selezione di opere d’arte e sculture. Di rado, invece, penserete alla parte sud orientale dove si intrecciano i quartieri di Watergrafsmeer, Bijlmer e Diemen.

L’OSCAM (Open Space Contemporary Art Museum) sta tentando di cambiare la percezione che l’arte sia solo in centro offrendo un museo, un rifugio per la comunità, una struttura educativa, uno spazio culturale: l’OSCAM è tutto questo, e molto di più. Fondato nel novembre 2017 come museo pop-up, in occasione dei cinquant’anni di Bijlmer (50 Jaar Bijlmer), lo spazio si presenta come una piattaforma museologica per l’arte, la moda, il design, l’artigianato e lo sviluppo.

Bijlmer (diminutivo di Bijlmermeer) forma il distretto di Amsterdam Zuidoost: i complessi abitativi, in stile modernista Le Corbusier, furono realizzati nel dopoguerra per contrastare la carenza di alloggi. In principio, il nuovo quartiere era rivolto alle famiglie (bianche) della classe media. Gli affitti bassi, però, ben presto attirarono soprattutto immigrati e dopo l’indipendenza del Suriname, molti fuggirono dalla ex colonia dove era scoppiata una guerra civile e giunti in Olanda, si stanziarono proprio a Bijlmer.

Oggi, il quartiere, un’area urbana periferica con alloggi sociali e una popolazione principalmente immigrata è un esempio lampante di stigmatizzazione. Ma quanto c’è di vero nell’immagine negativa di Bijlmer? Non molto: è quello che OSCAM vuole dimostrare. “Non è un caso se ci troviamo in questa parte della città. Vogliamo mostrare a tutti quanto sia bella e quante cose si possano fare qui”, spiega Marian Duff, direttrice e fondatrice dello spazio artistico. Molte delle esposizioni raccontano la realtà sociale del Zuid-oost di Amsterdam. E OSCAM è riuscito a radicarsi nella comunità che lo circonda, consentendo ai giovani di accedere all’arte e alla cultura, introducendo una programmazione diversificata.

Secondo Marian, “Il sud-est è un’area che non riceve abbastanza attenzioni quando si tratta di artisti di talento. Offriamo una piattaforma, consentendo loro di collaborare con i nostri partner nella realizzazione delle mostre. ” Una forte enfasi viene posta sulla comunità locale, questo perché quasi tutti i membri del team sono nati o cresciuti a Bijlmer, o sono legati al quartiere per altre ragioni.

“Bout It”, per esempio, è un’esposizione del 2018 focalizzata su cinque artisti urban olandesi, nati e cresciuti a Bijlmer; la mostra è andata così bene da aver spianato la strada a una collaborazione con le istituzioni  sull’impatto sociale dell’hiphop. Il successo dell’esibizione mostra quanto il quartiere di Bijlmer sia prezioso per la cultura olandese, non solo in termini di musica, ma anche per i suoi artisti, il pubblico e i facilitatori di dialogo. “Parlare è la chiave qui!”, dice Louisanne van Hooff del team OSCAM.

Le programmazioni delle più grandi istituzioni museali, artistiche e culturali sono indirizzate a un pubblico prevalentemente elitario – istruito, ricco, e bianco, dice Louisanne van Hooff. OSCAM cerca di cambiare la percezione di ciò che significa essere un museo, una galleria, di cosa significa fare arte. “Nell’attuale discussione sulla diversità e l’inclusività, queste istituzioni fanno fatica a ad attirare e conquistare un pubblico diverso. Il team di OSCAM, e lo stesso museo, è come un ponte tra un pubblico difficile da raggiungere e il mondo museale tradizionale. Creiamo connessioni e diamo una prospettiva più ampia sull’arte e la cultura, ma alle nostre condizioni”, continua Louisanne. All’OSCAM, le mostre sono tutte gratuite e il museo è aperto sei giorni su sette. Il team riflette il pubblico a cui il museo si rivolge: una comunità popolare e multi-etnica.