The Netherlands, an outsider's view.

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ART

“Social Media Solitude” di Line Gulsett in mostra alla Torch Art Gallery di Amsterdam

Le esperienze che raccontiamo attraverso i social media diventano delle simulazioni della realtà, dei surrogati dell’esperienza stessa



di Natalina Rossi

La Torch Art Gallery di Amsterdam presenta la terza mostra personale di Line Gulsett Social Media Solitude. Line Gulsett è una giovane pittrice che lavora e vive a L’Aia. I suoi dipinti ad olio enfatizzano l’estetica macabra e poetica delle figure che li compongono. Dentro ogni opera si annida un’idea precisa di narrazione. Social Media Solitude nasce dall’esigenza di raccontare la condizione di isolamento e solitudine nell’era delle connessioni virtuali. Le immagini sono fluttuanti e dissolventi. Tutto sembra sparire verso una dimensione onirica e astratta. Lugubre e allo stesso tempo fascinosa. Il nostro moderno stato mentale è sovraccaricato da informazioni supplementari e immagini incessanti. Le esperienze che raccontiamo attraverso i social media diventano delle simulazioni della realtà, dei surrogati dell’esperienza stessa, quindi, delle approssimazioni di ciò che viviamo. L’interazione virtuale, pur essendo costante e abbondante, è illusoria. L’interazione umana si disperde dentro un mondo irreale che rappresenta una falsa estensione del sé. Smettiamo di percepire in modo consapevole i fatti della nostra esistenza e iniziamo a narrare un prolungamento di questa esperienza ingannevole. Tale fenomeno inconsapevole determina una condizione di abbandono e isolamento rispetto al mondo reale. E così che le immagini gotiche tagliate con colori non diluiti e forme geometriche nettamente taglienti delle opere di Line Gulsett si dissolvono su sfondi scuri e distorti. 

Quei corpi raccontano le nostre esistenze fluttuanti, e frammentate. I colori utilizzati e la pittura ad olio contribuiscono a rendere lo scenario spaventoso e drammatico: la tragica esistenza di figure sole dietro schermi bui. In alcuni dipinti, oltre alla pittura, l’artista utilizza palloncini di alluminio incollati direttamente su tela. Si tratta di un’ulteriore denuncia alla società moderna che non si riferisce esclusivamente all’avvelenamento delle esistenze reali ma anche all’inquinamento spregiudicato dei nostri tempi nei confronti dell’ambiente. 

Le opere in esposizione raccontano di un’intossicazione individuale dovuta all’uso distorto dei mezzi di connessione virtuale e una forma di avvelenamento ambientale – collettivo. 

Se l’individuo non torna a vivere una vita consapevole è l’intero pianeta, quindi, a sbiadire

Le opere in mostra, oltre ad essere esteticamente seducenti, si trasformano in strumenti di denuncia contro l’inconsapevolezza dei nostri tempi – che rischia di diventare inconsistenza e vuoto esistenziale. Social Media Solitude sarà in mostra alla Torch Art Gallery fino al 26 giugno 2019






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