The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Smorfie, pillole e lingue di fuori. Cosa sono i gaper olandesi?

CoverPic | Author Alf van Beem | Source: Wikimedia | License: CC 1.0

A metà strada tra la polena in legno sulla prua di una nave e la Testa di Moro siciliana, ai più il Gaper olandese potrebbe ricordare quei capoccioni semimoventi con occhi assatanati, fauci spalancate e lingue vermiglie all’ingresso di ogni decrepita  tenda da chiromante nei peggiori luna park degli anni ’70.

In realtà i gaper in legno o pietra raffigurano un moro, un musulmano o un nordafricano e sono una particolarità tutta olandese.

Cosa sono i gaper?

A partire dal XVI secolo compaiono sulle insegne delle drogherie olandesi con la loro tipica espressione a “bocca aperta” (gaper in olandese significa sbadigliare), spesso accompagnata da una pillola poggiata sulla lingua. 

Author: Alf van Beem | License: public domain

Più che un pionieristico omaggio a qualche festino odierno, il perché di quell’espressione non è molto chiaro: che la pillola richiami l’assunzione di una medicina è fuor di dubbio. Se, invece, la smorfia e gli occhi da fuori siano da mettere in relazione con l’amaro del farmaco o con la caricatura esotica dell’aiutante del farmacista dell’epoca – spesso considerato un ciarlatano che girava di villaggio in villaggio – non si sa con precisione.

Author: Gouwenaar | Source: Wikimedia | License: CC 1.0

Inizialmente, quando non esistevano i numeri civici, il gaper non era legato a un certo tipo di negozio o professione, ma a un indirizzo o a una casa. Nel 1650, per esempio, una pagnotta indicava una fabbrica di birra sulla Vissersdijk a Rotterdam.

Figlio del commercio contro gli spiriti maligni

Sicuramente legato ad una tradizione popolare medievale in cui un mostro con una lingua fuori serviva per allontanare altri spiriti maligni, come e perchè il gaper sia diventato il simbolo dei droghieri olandesi è ancora avvolto dal mistero.

Mischiando elementi turcheggianti, giapponesizzanti e cinesizzanti, il gaper diventa famoso al tempo dei commerci olandesi con l’Impero Ottomano e non solo. 

Foglie di senna, oppio, zafferano, curcuma, resine, gomme, minerali, incenso, mirra e bitume venivano importati in Europa, essiccati e poi rivenduti da un droghiere.

Dall’esotico Oriente a Napoleone

Ogni gaper, realizzato a mano, è diverso da un altro e ricorda le specialità della farmacia davanti alla quale è esposto.

Muzelman (antica parola per musulmano) o moro che fosse, il gaper racchiude tutti quegli elementi orientaleggianti che nascondevano l’ignoranza “occidentale” dei diversi mondi “orientali” con cui all’epoca si era in contatto. D’altra parte era anche una sorta di talismano legato alla potenza curativa di una scienza antichissima capace di creare medicine considerata miracolose: turbanti e orecchini d’oro, con corona o scimmia sulla spalla, ogni gaper era patrono di un male o di un potere specifico.

Quelli in uniforme, molto diffusi durante l’occupazione napoleonica dei Paesi Bassi, divennero comuni quando fu introdotta una politica nazionale sulla vendita dei medicinali.

Di sicuro nel corso dell’Ottocento si diffuse la moda di scurire la carnagione dei gaper, lasciandoli però vestiti alla turca.

A che servivano i gaper?

Quelli più addobbati da clown servivano a intrattenere i clienti di fronte alle farmacie con uno speciale stratagemma: divertire gli astanti mentre si fingevano pazienti guariti miracolosamente.

Altre teorie sostengono che servissero per richiamare l’attenzione della clientela mentre i taccagni farmacisti olandesi preparavano le proprie ricette all’aperto per risparmiare sul riscaldamento del locale. Un’ipotesi alquanto fantasiosa.

License: Flickr

Ad Amsterdam – dove hanno addirittura dato il nome a locali e caffè come De Vergulde Gaper – ne rimangono davvero poche esposte. Ma per lungo tempo sono serviti come indicazioni stradali: come nella migliore tradizione delle camere delle meraviglie – collezioni degli oggetti più strani che i più ricchi usavano per stupire i propri invitati – anche per strada droghieri e farmacisti usavano qualsiasi cosa pur di attirare l’attenzione: non era strano incontrare un coccodrillo appeso o una tartaruga imbalsamata, così come uova di struzzo, corna di cervo, il dente di narvalo o un pesce sega.

La fine delle drogherie

Quando nel 1865 una nuova legge olandese stabilì che le farmacie dovevano essere separate dalle drogherie, molte furono chiuse o semplicemente costrette a “professionalizzarsi”: i gaper dovettero lasciare spazio ai simboli classici dei farmacisti, come il mortaio o il caduceo con i due serpenti di Mercurio

La scomparsa dei gaper

Già durante la seconda guerra mondiale, alcuni gaper sono stati distrutti o sono spariti: quello del 1693 appeso a Lange Delft nel Middelburg era il più antico nei Paesi Bassi. Altri sono stati presi come bottino di guerra o per farne legna per riscaldarsi. 

Molti altri esposti per decenni alle intemperie si sono rovinati o sono stati oggetto di atti vandalici. Oggi alcuni esemplari sono conservati nei musei di Amsterdam, Groningen e Haarlem mentre i rimanenti vengono rimossi perché considerati simboli razzisti del passato coloniale olandese.