Le compagnie di telefonia Vodafone e T-mobile sono state portate in tribunale con l’accusa di aver ingannato i propri clienti sull’ammontare reale del costo dei contratti.
La Fondazione Consumentenclaim ha richiesto alla Corte l’imposizione di un risarcimento danni nei confronti di tutti i consumatori che hanno ricevuto conti decisamente troppo alti e fuori dalla norma.
La causa riguarda contratti che includono l’acquisto di un cellulare. La Corte Suprema ha recentemente stabilito che si tratta di accordi fiscali e che quei telefoni sono serviti di fatto a convincere i clienti a sottoscrivere il contratto; anche se, dice la corte, non si è trattato di telefoni ‘gratuiti’ ma di un vero e proprio acquisto a rate.
Secondo quanto riportato dal portavoce della Fondazione all’emittente della NOS, se i clienti estendessero tali contratti senza la previsione di un nuovo telefono, il costo dell’abbonamento diminuirebbe.
In questo caso il conto si aggirerebbe attorno ai 20 euro ed il pagamento di 30 euro o più al mese da parte degli abbonati richiede necessariamente un rimborso che, collettivamente, potrebbe riguardare un milione di clienti. NOS ha messo in luce come finora le compagnie non abbiano commentato sui rimborsi in questione. La KPN  sta discutendo sia con la Consumentenclaim sia con l’associazione dei consumatori Consumentenbond, sulla messa a punto di uno schema di indennizzo, ma pare che le multinazionali non siano aperte al dialogo.