CULTURE

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Smart Culture 2019: finanziati sette progetti artistico-culturali

Sette progetti, la cui durata varia da due a quattro anni, sono stati scelti per essere finanziati all’interno del programma di ricerca Smart Culture – Art and Culture, un’iniziativa congiunta di NWO Social Sciences and Humanities e della Taskforce for Applied Research SIA.

Il loro obiettivo è semplice: incoraggiare la ricerca di arte, cultura, patrimonio e media in relazione all’industria creativa e agli altri settori di punta. Per fare questo stimolano la collaborazione tra università e scuole professionali olandesi, rendendo accessibile la conoscenza. Eccoli nel dettaglio:

1.Acting like a Robot: il teatro come banco di prova per la rivoluzione digitale (Utrecht University): il progetto si occupa della collaborazione tra teatro e robotica e studia gli effetti sullo sviluppo comunicativo dei bambini.

2. Commons: nuove opportunità per la città e lo spazio pubblico (Rietveld Academy): l’indagine si concentra sui “beni comuni”. In particolare, come possano contribuire a creare nuove forme di spazio pubblico (digitale) e avviare diverse forme di sviluppo urbano.

3. Un computer diventa una pianta che diventa una macchina (Vrije Universiteit Amsterdam): artisti e scienziati lavorano insieme per creare ed esplorare nuove forme di biotecnologia.

4. Mani curiose (Rijksuniversiteit Groningen): questo progetto ricerca il fare nella pratica e sviluppa metodi educativi per “mani curiose”. Infatti, mani intelligenti stimolano l’intelletto, la creatività, la coesione sociale e il pensiero sostenibile.

5. I coloranti odierni sono ecologicamente insostenibili (Wageningen University): un gruppo di scienziati e artisti vuole ricavare colori da batteri non dannosi cresciuti su rifiuti industriali.

6. Il settore del patrimonio culturale a un bivio: la via dell’intersezionalità (Universiteit Leiden): indaga l’inclusione e l’accessibilità delle istituzioni culturali, per sviluppare un linguaggio e strumenti che smantellino le oppressioni, le forme di esclusione e l’emarginazione.

7. Un’altra cosa che si può fare con i documentari (Rijksuniversiteit Groningen): si interroga sul ruolo sociale di realtà virtuale, telecamere a 360 gradi e droni per rappresentare questioni sociali complesse. Insieme ad alcuni partner verrà svolta anche una ricerca sul campo, che porterà alla co-produzione di un documentario sull’idea di città aperta.

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