Secondo una ricerca condotta dalla trasmissione Zembla, molti siti medici, compresi quelli amministrati da ospedali e dottori, trasmettono informazioni sulle abitudini online dei visitatori a compagnie commerciali.

Siti web come psychischegezondheid.nl, usato da molte persone per fare test sulla depressione, sono nel mirino della trasmissione, in quanto raccolgono informazioni personali, rivela Zembla. Anche i pulsanti dei social media Addthis e Sharethis contengono codici di localizzazione, che permettono a terzi di dedurre di quali patologie le persone sono affette e quando hanno appuntamenti da medici o in ospedali.

Niente di nuovo, in un’era come la nostra in cui moltissime informazioni che appaiono online sono controllate e decodificate a scopi commerciali; alcuni siti nascondono fino a 16 localizzatori o ‘trackers’. I ricercatori della trasmissione hanno scoperto, inoltre, che molte informazioni sui visitatori di siti medici sono in vendita negli Stati Uniti, permettendo a inserzionisti di bersagliare potenziali clienti in maniera diretta. Per esempio, la compagnia Exact Data offre recapiti di 2.856 persone che adoperano medicina naturale e oltre 23.000 persone che hanno usufruito di diete.

Visto che molte compagnie mediche assumono terzi per costruire i loro siti web, molto spesso non si rendono conto che informazioni vengono raccolte e vendute. Per esempio, il sito web dell’ospedale TweeSteden di Tilburg possiede 16 trackers, rivela Zeembla. “Chiunque lavori nella sanità sa che esiste un accordo di confidenzialità”, dice Jacob Kohnstamm, presidente della sovrintendenza alla privacy olandese.

“Questo scandalo rivela l’importanza dei problemi sulla privacy riguardo a informazioni sanitarie”, dice l’ex-chirurgo Hans Flu, fondatore della piattaforma indipendente MDLinking.com; “Ospedali, associazioni mediche e dottori non dovrebbero mai fare accordi che potrebbero compromettere informazioni dei pazienti per un tornaconto economico, ma dovrebbero semplicemente fornire cure di qualità e non danneggiare la confidenza dei pazienti che si affidano al sistema sanitario”.