The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

Sites of Memory, il passato coloniale di Amsterdam tra ricerca e performance

L'iniziativa mira a tradurre la ricerca storica in performance e quest'anno coinvolgerà anche gli studenti dell'UvA



Il NICA (Netherlands Institute for Culture Analysis) è una scuola di ricerca nazionale, che promuove un approccio accademico della cultura contemporanea con una prospettiva interdisciplinare, teorica e critica.

Sites of MemoryPerformance Research seminar on the colonial and slavery history of Amsterdam è una delle sue ultime proposte. Tra il 20 giugno e il 17 luglio, artisti e ballerini sono pronti a collaborare con gli studenti dell’Uva, per la realizzazione di una performance che interroga la storia coloniale della città.

Parte del Festival Amsterdam Roots, l’iniziativa guarda alla memoria collettiva e quest’anno è dedicata al tema Emerging Memory: quali storie archiviamo? Quali, invece, siamo abituati a ricordare?

“Tra la memoria e ciò che dimentichiamo c’è una zona infestata. Proprio da questa, il passato nascosto dalle storie delle nazioni continua a emergere, come una presenza inquietante, che mai scompare del tutto“. Queste le parole di Paul Bijl, tratte dal suo ultimo libro che si collega perfettamente al tema di Emerging Memory.

Sites of Memory è un progetto già avviato, che vede Jennifer Tosch e Katy Streek come protagoniste di primo piano, attive già dal 2016. Sociologa, fondatrice dei Black Heritage Tours ad Amsterdam e coautrice della Amsterdam Slavery Heritage Guide la prima. Regista, programmatrice teatrale dell’Afrovibes Festival di Amsterdam la seconda.

Due nomi importanti, che hanno segnato la storia di questa iniziativa, fondendo le diverse competenze in uno scopo comune: tradurre la ricerca storica in spettacolo.

Sites of Memory raggiunge il traguardo della 4° edizione. E oggi la sua particolarità va ricercata nella scelta dei collaboratori. Quest’anno, infatti, oltre ai partners Amsterdam Roots Festival, Afrovibes Festival, Black Heritage Tours, Nowhere e Mapping Slavery, la performance includerà anche l’UvA. La scelta non è casuale, ma finalizzata ad un’osmosi tra ricerca accademica e performance artistica.

Ma dove accadrà tutto questo? Tra i luoghi interessati, Bushuis, Oudezijds Heerenlogement, Binnengasthuistraat 9, Oude Turfmarkt 145-147 e l’Athenaeum Illustre.

Anche in questo caso, gli organizzatori hanno fatto una scelta oculata. Emerging Memory guarda ad un palcoscenico con una storia alle spalle, connesso in qualche modo al tema della schiavitù e del passato coloniale.

Così, se Bushuis rappresenta l’antica sede della Compagnia delle Indie Orientali, Oudezijds Heerenlogement nel XVIII secolo era usato come casa d’aste, in cui anche piantagioni e schiavi dell’India occidentale sono state messi in vendita.

Passando a Oude Turfmarkt, non va dimenticato che questa era la casa di Wilhelmina Balk, figlia di Kaatje, governante di Loerd Johan Andreas Balk nella piantagione’ De Vriendschap ‘nel Berbice (ora Guyana). E cosa dire dell’Athenaeum Illustre, tappa finale della performance? Un luogo quasi sacro, in cui hanno insegnato scienziati famosi come Caspar Barlaeus, Gerardus Vossius e Petrus Camper.

Il coinvolgimento degli studenti, naturalmente, sarà al centro della manifestazione. In particolare, gli studenti saranno chiamati a indagare le storie dei siti scelti per il tour di performance, con l’obiettivo di trovare qualcosa di nascosto o poco conosciuto. Una volta formulata la propria idea, potranno poi proporla al team di Sites of Memory.

Un compito elaborato, che porterà i ragazzi non solo a confrontarsi direttamente con gli artisti, ma anche a riflettere su quello che è stato e che non deve essere più.






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