Il difensore civico per l’infanzia ha rinnovato la sua richiesta al governo di far tornare a casa i bambini bloccati in Siria, perché i loro genitori sostengono l’IS. Margrite Kalverboer ha sollecitato il ministro della giustizia Ferd Grapperhaus a riportare nel paese i bambini olandesi che vivono nei campi profughi, sostenendo che i Paesi Bassi hanno il dovere di prendersi cura di loro.

Il destino di questi bambini è strettamente influenzato dalle scelte dei loro genitori”. “Se i genitori non riescono a proteggere i loro figli, il governo dovrebbe intervenire.” Il problema è particolarmente evidente adesso a causa del peggioramento della situazione nel paese, ha scritto Kalverboer in una lettera al governo, aggiungendo che “i Paesi Bassi dovrebbero smetterla con la reticenza”. Il difensore civico fa riferimento al recente caso in Belgio dove il tribunale ha ordinato al governo di far rientrare alcuni bambini. “Le chiedo di fare chiarezza rispetto quali paesi stanno facendo rientrare i loro cittadini o intendono farlo, e come pianificano di farlo”, riporta la lettera.

Al momento, le famiglie che vorrebbero rientrare nei Paesi Bassi devono fare rapporto presso una missione diplomatica in Iraq o in Turchia. Alle donne e ai bambini non è concesso lasciare il centro, quindi è impossibile per loro fare richiesta.

Le autorità sostengono che siano circa 145 i bambini di nazionalità olandese o che possono presentare richiesta per la nazionalità olandese, a vivere in zone di conflitto. Il ministro della giustizia Grapperhaus, ha negato questo dovere in capo ai i Paesi Bassi  e ha dichiarato ai parlamentari che è legalmente complesso separare i genitori dai propri figli.