Il governo olandese inizierà immediatamente ad indagare il programma “NLA” (non lethal support), secondo cui l’Olanda offriva “supporto non letale” all’ opposizione moderata siriana, ha dichiarato il ministro degli affari esteri Stef Blok.  Si è infatti detto preoccupato che il pubblico ministero abbia definito “terroristi” almeno uno dei gruppi che ha ricevevano il supporto da parte dei Paesi Bassi, ha riportato AD.

Blok ha sottolineato in più occasioni che il programma è stata portato a termine all’inizio dell’anno. “Ma non so cosa sia esattamente successo in questi anni”, ha dichiarato. Il governo passerà al setaccio tutti i reportage dei media circa la questione, insieme con le ricerche del ministro degli affari esteri. “Dobbiamo cercare di capirci di più. Me ne occuperò personalmente nel prossimo futuro”. Anche il primo ministro Mark Rutte ritiene che la situazione debba essere attentamente analizzata.

Secondo Blok, i nomi dei gruppi che hanno ricevuto aiuti dall’Olanda sono stati mantenuti segreti perché “in un’area devastata dalla guerra civile, non era possibile rivelare quali fazioni fossero supportate dai paesi occidentali. Era l’unico modo per proteggere vite umane”, ha aggiunto Stef Blok.

Una delle organizzazioni che ha ricevuto supporto dall’Olanda era Jabhat al-Shamiya, riporta Nieuwsuur. Un olandese è al momento accusato di aver partecipato a questo gruppo. La sentenza contro di lui dichiara che Jabhat al-Shamiya è “estremista e jahadista”, “supporta il califfato e non può essere diversamente qualificata se non come un’organizzazione criminale con obiettivi terroristici”.

La Tweede Kamer, la camera dei deputati. vuole discutere la questione il prima possibile, ma attenderà l’esito dell’indagine. “Bisogna gestire la questione con cautela”, ha dichiarato il deputato di D66 Sjoerd Sjoerdsma. “Se fosse tutto vero, questo andrebbe ben al di là di quello che l’Olanda vuole dalla sua politica estera”.