Siamo arrivati all’ultimo week end dell’Amsterdam Fringe Festival che, a partire dall’1 settembre , sta trasformando la Capitale in un vero e proprio “palco” cittadino: 80 compagnie teatrali indipendenti, distribuite su 40 spazi lungo tutta la città, dalla zona centrale, dove si tiene quello che possiamo definire il cuore dell’evento, fino ad Oost, West, Zuid e Noord.

Basato sui celebri e originali Fringe Festival che da anni appassionano i visitatori ad Edimburgo, New York, Adelaide e Grahamstown, in Sud Africa,  quello di Amsterdam è un evento artistico di alto livello, che intende far vivere tutte le emozioni che offre la produzione teatrale d’avanguardia.

Registi, attori, ballerini , cantanti nazionali ed internazionali presentano i propri lavori attraverso un linguaggio senza barriere, offrendo le rappresentazioni in inglese.

Amsterdam, insieme ad altre 8 città, quali Grahamstown , Hollywood , New York, Adelaide , Perth , Praga , Brighton, ed Edimburgo fa parte della World Fringe Festival Alliance, che si propone inoltre di creare un momento di scambio internazionale teso ad incrementare la piattaforma dell’evento, la condivisione , nonchè ad aumentare la spinta per la chiusura di contratti con eventuali sponsor. Tutto ciò va sotto il nome di Best of Fringe, ed è teso sia ad ingrandire la portata della manifestazione sia ad apportare continue innovazioni.  Di tali cambiamenti beneficiano, prima di tutto, artisti e spettatori; a partire dal 2009, il Fringe Festival della Capitale è stato uno dei promotori del Best of Fringe, con il quale ha portato in scena una serie di rappresentazioni e spettacoli provenienti da tutto il mondo.

Il centro nevralgico  è il vecchio Compagnietheater, che oltre ad offrire tutti i servizi pratici e utili al Festival vero e proprio,come info-desk e biglietteria, include al suo interno una  vasta offerta di spettacoli. Per citarne alcuni: Eerie Days, un’installazione musicale che tramite sofisticate installazioni di suoni, luci, fotografie e video, rievoca lo sconosciuto stato mentale in cui si trova una persona che perde coscienza ed entra in coma; Help! I Think I Might Be Fabulous” presenta importanti argomenti come  genere, orgoglio, vergogna e virilità attraverso uno stravagante racconto cabarettista e musicale da lasciare a bocca aperta; Macho Macho, una doppia composizione di due giovani uomini che intendono simboleggiare la mascolinità, con essa un artista bosniaco-olandese stimola a riflettere sul grado di influenza dell’immagine sulle nostre emozioni e fasi comportamentali.

Molto altro ancora in queste giornate dove si potranno scoprire la miriade di sfaccettature eclissate nella parola arte: talenti e abilità si succedono e si combinano in club, strade, spazi culturali offrendo uno spettacolo eccentrico e stravagante. E’ attorno ad accezioni come follia teatrale e libertà di espressione che si costruisce l’essenza del Fringe Festival.