A Sint-Maarten, nelle ex Antille olandesi, si sono svolte domenica le prime elezioni politiche dopo il disastro causato dall’uragano Irma. L’ex primo ministro dell’isola, William Marlin, si è dimesso  a novembre dopo un voto di sfiducia per non aver accettato i le condizioni imposte da l’Aja per i finanziamenti in caso di calamità.

I Paesi Bassi hanno impegnato 550 milioni di euro per aiutare a ricostruire l’isola, a condizione che le autorità locali istituissero controlli anti-corruzione e consegnassero all’autorità olandese il controllo della frontiera con la porzione francese dell’isola.

Dopo aver deposto il primo ministro, il Parlamento ha votato per accettare i termini e un governo provvisorio è entrato in carica, ma il bilancio annuale di Sint-Maarten non è stato ancora approvato

La campagna sull’isola è stata di basso profilo, con nessuno dei due maggiori partiti, National Alliance e United Democrats, che hanno pubblicato comunicazione elettorale. Il terzo sfidante, Frans Richardson dello United St Maarten Party, è stato arrestato il mese scorso con l’accusa di corruzione e frode fiscale.

I due deputati olandesi, D66 Alexander Pechtold e Meta Maija, del Partito Socialista hanno raggiunto l’isola in veste di osservatori insieme a rappresentanti di organizzazioni internazionali.

La porzione olandese di Sint-Maarten non è territorio UE, a differenza di quella francese e quindi non può accedere a fondi comunitari per la ricostruzione. La sua posizione giuridica all’interno del Regno dei Paesi Bassi è tutt’ora oggetto di dibattito.