Michele Benericetti, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Il gruppo confederale chiede di inserire nella Ley de Memoria Democrática un provvedimento aggiuntivo che stabilisca e regoli tale concessione, scrive il portale Publico. La formazione di sinistra vorrebbe che  la “concessione della cittadinanza spagnola ai sahrawi e ai sahrawi nati nel territorio del Sahara occidentale sotto la sovranità della Spagna”, cioè prima 26 febbraio 1976, data in cui la Spagna lasciò quel territorio, occupato in seguito dal Marocco.

Il gruppo confederale, attraverso gli emendamenti al testo normativo che ha predisposto separatamente, prevede questa possibilità anche per cittadini “anche quando non hanno la residenza legale” nello Stato spagnolo.

In tal senso, aggiunge che i discendenti di primo grado di consanguineità dei sahrawi che hanno acquisito la cittadinanza spagnola “avranno 5 anni, a decorrere dall’iscrizione nel Registro Civile dell’acquisizione della cittadinanza spagnola di uno dei suoi genitori, di optare per la nazionalità”.

Nella motivazione di tale emendamento, Podeemos ricorda che il cosiddetto “Sahara spagnolo” aveva lo status di provincia metropolitana:”Era conosciuta come provincia numero 53. I suoi abitanti avevano una rappresentanza nelle Cortes ai tempi della dittatura, i sahrawi avevano un documento di identità nazionale spagnolo, studiavano nelle università spagnole, servivano come dipendenti pubblici e facevano persino parte del nostro esercito.
I legami linguistici e l’uso quotidiano dello spagnolo che i sahrawi fanno ancora oggi sono evidenti”, aggiungono i deputati di sinistra

Dopo che il governo statale ha definitivamente posto fine alla sua presenza nel Sahara occidentale, il decreto promulgato nell’agosto 1976 sull’opzione della nazionalità spagnola da parte dei nativi del Sahara entro un anno ne ha impedito la concessione, poiché l’amministrazione spagnola aveva già lasciato il territorio.

Allo stesso modo, Uniti Possiamo ricordare che negli ultimi anni la Spagna ha sviluppato una serie di attività volte a “rafforzare i legami storici con il popolo Saharawi, come il recente annuncio della creazione di centri dell’Istituto Cervantes a Laayoune e Tindoufi”.