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Sindaco Antwerpen: legalizzare la cocaina è un’opzione da valutare

Secondo il sindaco di Antwerpen, Bart De Wever (N-VA), la legalizzazione della cocaina è “un’opzione” da prendere in considerazione.

Antwerpen è una città di porto: da qui arriva buona parte delle droghe – tra cui la cocaina – che vengono poi distribuite in tutto il continente europeo. Il primo cittadino De Wever è stato intervistato dagli autori di un nuovo libro, Nederland Drugsland, pubblicato venerdì 10 ottobre.

Il libro è stato scritto da un giornalista del Volkskrant, Jan Tromp, e da Pieter Tops, professore all’Università di Leiden e presso l’accademia di polizia olandese. I due autori si concentrano sul lato più in ombra del traffico di droga, e suggeriscono diversi modi per contrastare il problema.

De Wever fa parte di N-VA, che è, al momento, il principale partito di opposizione all’interno del parlamento federale. Ha dichiarato a De Volkskrant di essersi ormai arreso. “Abbiamo già perso la battaglia contro l’alcool e la nicotina,” dice. “Questi prodotti sono legali e noi ne accettiamo le conseguenze sociali.” Il sindaco ammette tuttavia che sarebbe “tremendo” se altre sostanze seguissero lo stesso percorso verso la legalizzazione.

Tuttavia, potrebbe essere una soluzione. Non posso negarlo. L’unica cosa che voglio chiedere è questa: se dobbiamo farlo, facciamolo completamente, senza lasciare le cose a metà. Altrimenti al sistema criminale rimarrà una ‘porta di servizio’ legale attraverso cui continuare i loro traffici. L’esperienza ci mostra che i malviventi sfruttano soluzioni semi legali per rafforzarsi.”

De Wever si è già scontrato con questo problema. Nel 2017, ha annunciato un nuovo progetto che prevedeva politiche anti droga molto repressive. Il piano in questione è stato una sorta di test per capire se la città potesse affrontare un fenomeno del genere, con risvolti locali, nazionali ma anche internazionali.

Tuttavia, una valutazione portata avanti dall’Università di Ghent, ha mostrato che il piano repressivo stava avendo ben pochi risultati. 

“È facile trovare un muro legale dietro cui nascondere la poca volontà di cooperare,” ha commentato, rispondendo alle critiche mosse dal comitato di valutazione, secondo cui i servizi pubblici coinvolti nel progetto non erano disposti a lavorare insieme. 

“Ho capito di aver fatto un errore dicendomi: ‘Mi occuperò del problema della droga perché, se non lo faccio, una parte della città ne soffrirà sempre di più finché non ci sarà più modo di rimediare’. Però, ormai, ho perso ogni illusione di riuscirci.”