La polizia non presta abbastanza attenzione agli agenti che mostrano di essere condizionati da stereotipi e pregiudizi etnici, dice il sindacato Nederlandse Politiebond. Lavorare in certi contesti violenti, ha detto il presidente Jan Struijs, finisce per influenzare anche i poliziotti più ligi. Il sindacato pensa che i segnali andrebbero colti e analizzati meglio. 

Ad esempio, Struijs menziona il caso di un agente che ha lavorato in una zona con alta percentuale di migranti dell’est: “In quei quartieri, le persone a volte bevono molto, il che può portare ad atteggiamenti aggressivi. Cerchi sempre di giudicare il comportamento in situazioni individuali ma i pregiudizi si insinuano comunque. “

Secondo il sindacalista, quando colleghi e superiori notano che un agente mostra di essersi fatto condizionare da quei luoghi comuni, andrebbe assegnato ad un altro reparto. Oppure sarebbe opportuno parlare con lui. La salute mentale dei poliziotti, insomma, andrebbe preservata di più.

L’investigatore  Jaap Timmer riconosce questo schema: i traumi di incidenti precedenti condizionano, poi, l’atteggiamento successivo. “E ciò può inconsciamente portare alla profilazione etnica, anche se l’agente non lo intende”, spiega Timmer. “In effetti, la polizia spesso non presta sufficiente attenzione a questo problema.”

La leadership del corpo afferma in una risposta scritta che la polizia deve rimanere attiva per “eliminare e prevenire pregiudizi e razzismo all’interno del corpo”. “Il razzismo e la discriminazione, in qualsiasi forma, non appartengono alla polizia.”.