I sindacati FNV e CNV chiedono al governo di rivedere la sovvenzione LIV, un incentivo offerto dal governo alle aziende per assumere. Lo schema della sovvenzione prevede che il datore ottenga fino a 2000 euro l’anno a dipendente che svolge mansioni retribuite giusto il salario minimo.

Ma secondo il FNV questo sistema ha un effetto collaterale indesiderabile: le aziende manterrebbero deliberatamente basse le retribuzioni al fine di (continuare a) beneficiare del regime.

Un paradosso: il sussidio, infatti, dovrebbe incentivare i datori ad assumere ma per continuare a percepire la detrazione, il datore non puo’ aumentare i salari.

Lo schema LIV è costato complessivamente 473 milioni di euro nel 2017. Questo importo è stato pagato a 93.500 aziende.

In totale, queste società avevano 400.000 dipendenti a salario minimo e secondo il sindacato CPB, lo schema avrebbe dovuto creare 7.000 posti di lavoro ma ancora non esistono studi sul tema.

FNV chiama il LIV  ‘Sussidio Primark’: secondo l’associazione, tra gli altri Primark, Zara e H & M hanno utilizzato su larga scala il sistema LIV. “Queste sono aziende che producono centinaia di milioni di profitti, ma lasciano che i loro dipendenti lavorino a tempo pieno per 1600 euro al mese, e in più ricevono anche soldi pubblici”, dice Linda Vermeulen del FNV.

Per il sindacato è positiva l’idea di mettere fondi a disposizione per aiutare i bassi redditi, meno è quella di sovvenzionare aziende che fatturano milioni di euro.