di Simion Blom 

(pezzo d’opinione pubblicato in olandese sul sito afromagazine.nl)

 

Sabato 12 novembre sono stato arrestato con gli altri 200 a Rotterdam. Stavamo andando a manifestare in modo pacifico, per chiedere una festa di Sinterklaas migliore. I Paesi Bassi meritano una celebrazione che sia inclusiva, senza un personaggio come Zwarte Piet citato nella storia come caricatura razzista di un africano. Una festa inclusiva è possibile e ciò è stato dimostrato nel Fiandre, da una decisione presa su base collettiva. Purtroppo, ci è stato negato il diritto di manifestare.

Cosa è successo

La protesta contro Zwarte Piet è basata sull’idea di una manifestazione pacifica. Non siamo andati a Rotterdam con l’intenzione di provocare, ma per portare una testimonianza.

Sul bus, il gruppo è stato incoraggiato da Jerry Afriyie [n.d.r. noto attivista antirazzista] a mantenere toni pacifici durante tutto il corso della manifestazione. Parole d’ordine erano: no alla violenza e no a rispondere a provocazioni. Lo scopo era quello di portare un messaggio anti-razzista. Jerry ha tenuto a precisare che chiunque avesse avuto altri scopi, avrebbe fatto bene a scendere subito dal bus

Da quando abbiamo lasciato Amsterdam, siamo stati quasi immediatamente seguiti dalla polizia. Una volta arrivati ​​a Rotterdam, nessuno ci ha informato che un divieto di manifestare era in atto, per cui ci siamo rivolti tranquillamente verso il centro della città. Ci è stato consentito senza problemi e anzi, alcuni agenti di polizia, hanno sostenuto che ci avrebbero accompagnato per garantire la nostra incolumità. Dopo dici minuti, il gruppo è stato diviso in gruppi più piccoli e le persone hanno camminato in diverse direzioni. Fino ad allora, non era stato sollevato alcun dubbio a proposito della protesta. Ad un certo punto gli agenti ci hanno circondato. Siamo rimasti lì per un’ora, senza alcuna spiegazione. Dopo un po ‘ è arrivato un autobus della polizia che ci annunciava di essere in stato di arresto per violazione del divieto di manifestare. Non eravamo stati avvertiti del divieto posto in essere, nè un solo agente ci ha intimato di lasciare la strada. Dopotutto, la manifestazione non era ancora iniziata. Alcune persone si sono, quindi, opposte all’arresto.

Siamo stati tenuti in un bus per 2 ore e dopo trattenuti per 6 ore in un garage, ad una temperatura di 4 gradi. Tutti sanno quanto freddo fosse quel Sabato. Mentre eravamo lì, gli agenti si sono lasciati andare ad atti di bullismo e hanno cercato di confonderci. Il tempo è stato dilatato senza un perchè mentre gli interrogatori venivano fatti e rifatti anche quattro volte. Dopo sei ore siamo stati rilasciati ma costretti di nuovo a sedere su un autobus. Per la seconda volta  ho visto un uso sproporzionato della forza da parte della polizia. Se non fossi stato lì non ci avrei creduto.

Manifestare è un diritto fondamentale.

Tu, io, tutti abbiamo il diritto di manifestare pacificamente e di utilizzare gli strumenti forniti dalla democrazia per raggiungere l’obiettivo di un mondo migliore. Per esercitare i diritti fondamentali, come manifestare, non c’è bisogno di autorizzazione. Ma, soprattutto, ognuno ha diritto di muoversi liberamente nei Paesi Bassi. Pertanto è inaccettabile che le autorità abbiano interferito con il nostro diritto di esprimerci.

Il giornalista Patrick Meershoek su Het Parool (14 novembre) ha scritto: “L’azione di polizia sembrava mirare, in primo luogo, a tenere sospetti facinorosi il più lontano possibile nonostante il diritto costituzionale di manifestare. L’idea alla base di questa strategia sembra essere che l’illegittimità di un’azione possa essere stabilita solo quando gli eventi che l’autorità vuole proteggere si siano già conclusi. Presumibilmente il sindaco e la polizia non hanno agito seguendo il protocollo, per esempio, non annunciando in anticipo ai manifestanti che era stato stabilito un divieto di manifestare. Un divieto, forse, eccessivo”. Divieti simili, in occasione dell’ “intocht” del 2011 e del 2014 sono stati, poi, dichiarati illegittimi dai giudici cosi come l’uso della forza da parte della polizia. Quindi questo non è un incidente, ma una politica strutturale messa in atto dal governo. Chi si voleva proteggere con questo atto e contro che cosa? Ma soprattutto, chi controlla chi dovrebbe tutelare i cittadini?

Chi controlla il governo?

Abbiamo fiducia nel nostro ordinamento. Tuttavia, un sano scetticismo è buono per migliorare il governo, la società e la posizione dei cittadini. E’ un vantaggio per tutti, tanto bianchi quanto neri. Per questo sono un membro del consiglio comunale di Amsterdam e sempre per questo ho scelto di manifestare.

Sorprendentemente, nella discussione su Zwarte Piet, sembra che questi diritti costituzionali non vengano tutelati.  Le proteste sono state messe a tacere, mentre il potere viene usato per etichettare i manifestanti come estremisti. Questo è inaccettabile e non dovrebbe essere parte della società olandese; si tratta di una vera e propria applicazione selettiva dei diritti fondamentali.

La via giusta

Per fortuna, molte persone hanno visto cosa è realmente accaduto su Facebook e Twitter. Questo è importante, perché sono rimasto colpito nel vedere le informazioni errate che la polizia ha portato all’attenzione dei media. Diverse organizzazioni hanno parlato del divieto di manifestazione e della decisione di porre fine alla protesta pacifica. Tra questi Amnesty International e l’ufficio anti-discriminazione del comune di Rotterdam. Secondo Amnesty International, “il divieto totale di manifestazione nel centro di Rotterdam e la fine arbitraria della protesta pacifica sono state misure sproporzionate”.

Se il sindaco era del parere che la nostra sicurezza fosse a rischio, a causa di altri manifestanti, allora aveva il dovere di proteggere noi, i manifestanti pacifici. Come sottolineato dall’agenzia antidiscriminazione di Rotterdam, il comportamento è stato esagerato: “La libertà espressione  significa avere la possibilità di manifestare anche durante l’ “intocht” ”

I fondatori dell’organizzazione Kick-Out Zwarte Piet, sono nella loro vita quotidiana attivi per migliorare la posizione di quelle persone con un background multiculturale. E nella riduzione delle disuguaglianze nel nostro sistema di istruzione. E’ un vantaggio per tutti una società meno ingiusta. Questo è il motivo per cui mi sento di condividere il messaggio dell’organizzazione.

La sfida che mi si presenta come politico è chiara. La mancanza di comprensione del messaggio portato dal gruppo che chiede di riformare Zwarte Piet mostra una mancanza di conoscenza della storia della schiavitù. Non è una sorpresa, dato che la vicende del periodo della schiavitù non sono mai state insegnate correttamente.

Sono sinceramente sconvolto dalla banalità e dal razzismo che io e altri abbiamo vissuto Sabato. Perché questo Paese merita di meglio; dobbiamo allora impegnarci noi stessi per creare un’Olanda senza razzismo. Non solo a parole, ma con i fatti in cui è rispettata la libertà di parola di tutti. Questo è nell’interesse del Paese. Apriamo questo dibattito per far crescere la nostra nazione.